Come potete giudicar

Era prevedibile che Fini si mettesse a difendere (con commozione, per giunta) il ’68?
Sì! Era prevedibile.
E’ successo ieri al meeting “Cambio di stagione, 1968-2008” promosso da Liberal, la fondazione di Adornato, già “forzaitaliota”, passato nelle file dell’UDC con quotidiano a seguito.
Aznar, ospite del convegno, ha parlato delle “ nefaste conseguenze di quegli anni sulla educazione e l’insegnamento“, dell’”ondata di violenza brutale e gratuita che ne derivò” , di quel Che Guevara “dipinto come icona di progressismo quando in realtà fu solo un sanguinario terrorista paranoico“, oppure di quel Mao che campeggiava e campeggia sulle magliette: “Riuscite a immaginare – ha aggiunto Aznar – delle magliette col volto di Hitler?”
Adornato chiedeva una “san Patrignano del ‘68“, per fare “un’opera di disintossicazione culturale da quel ‘68 continuo che impedisce la modernizzazione“.
Intervistato su Sky, durante il telegiornale, si è fatto ancora più livido e ha addebitato ogni sciagura e disfunzione attuali (scuola, università, mondo del lavoro, istituzioni, valori ecc ecc) al ’68.
E, giustamente, Casini, suo nuovo compagno, ha osservato come “oggi continuiamo a pagare il ‘68“.

Potete immaginare lo scompiglio, in sala, quando Fini ha detto “Ci si emozionava sentendo Joan Baez, i Beatles, il nome dell’università di Berkeley, c’erano i figli dei fiori, il Piper, si portavano i capelli lunghi… E anche io me li lasciai crescere”.
E vabè, si penserà, sarà stato un outing sentimentale, come quello delle canne.
No! ha parlato anche di politica:Se oggi esiste più attenzione per i diritti civili, per le donne, per le minoranze, questi sono lasciti del primo ‘68». Non si ferma alla revisione della storia: «Esiste oggi una condizione giovanile paragonabile. Insoddisfazione. Quasi la “nausea” di Sartre”.
[Diamogli atto del “coraggio” e della buona fede delle affermazioni.]

Per il resto, invece, è iniziato il processo sommario al ’68. Molti ex, gridano vendetta, e procedono con una revisione ideologica (sic) della storia.
La tesi: tutti i mali, attuali, dell’Italia, sono stati determinati, dal ’68, dall’attacco all’autorità!

Nella mia vita il ’68 ha delle immagini precise: il corteo delle braccianti che gridava “puttane” alle altre donne che “spiavano” da dietro i vetri. Mio padre che andava e tornava dall’estero.
La musica inglese. Mia cugina più grande che veniva pestata dai genitori perché metteva le minigonne o i pantaloni; fumava e parlava con i maschi.
Il figlio di Vitina (l’amica di mamma) che tornava da Modena, dove era andato a lavorare. Faceva il meccanico alla Ferrari e portò, in regalo, a mia sorella, un go kart, rosso fiammante.
La scoperta della psicologia, per un problema di balbuzie, in famiglia.
Le zie che lavoravano in fabbrica, compravano i dischi e si fidanzavano.
La televisione a casa della nonna e mamma che leggeva i pettegolezzi della dolce vita.
Giocavo con Vito e Nino e tornavo con le ginocchia “sbucciate” e sanguinanti. Arancioni, sempre, per la tintura di iodio.
Feci il mio primo gesto di ribellione, ruppi la bottiglia di olio di fegato di merluzzo.
Ero felice, perché c’era tanta musica e avevo tanti libri da leggere. Infine, a scuola, un ragazzo più grande mi aveva chiesto “sei impegnata”?

I Nomadi – Come potete giudicar

13 Risposte a “Come potete giudicar”


  1. 1 mauro 3 Febbraio 2008 alle 1:53 pm

    Che l’ex redattore di Città Futura (periodico della Fgci) Ferdinando Adornato traslochi da Forza Italia all’UDC ci lascia sommamente indifferenti. Che Aznar sia fratello di latte di Berlusconi, idem; con un solitario pensiero a chi li allattò, poiché è certo che i due sono nati con l’istinto di succhiare con cattiveria.
    Le dichiarazioni di Fini non devono stupire, né sul piano politico (è un uomo navigato), né su quello culturale (una destra che rivendica la sua partecipazione alla nascita del ’68 italiano c’è sempre stata, e ciò favorì l’innalzamento di cortine fumogene ai tempi di piazza Fontana ed anche subito dopo). Ultimamente ne ho accennato qui.
     
    Miei frammenti sessantottini li ho postati qua
    e anche qua

  2. 2 DYLANTH0MAS 3 Febbraio 2008 alle 9:01 pm

    Seguo quest’uomo da tanti anni, lo studio attentamente.
    Quello che penso l’ho riassunto qualche mese fa in questo intervento:
    http://members.forumgratis.com/index.php?mforum=OVERSTORY&showtopic=298
    Credo risponda anche a questo post

  3. 3 Totì 4 Febbraio 2008 alle 12:03 am

    Beh almeno Fini conserva un briciolo di buon senso…

  4. 4 lilla 4 Febbraio 2008 alle 9:17 am

    sono un po’ in confusione… ma, allora, alle prossime politiche non potrò più votare per l’idolo delle casalinghe???

    aspetta che lo sappia l’elisa!

  5. 6 Angela 4 Febbraio 2008 alle 9:26 am

    @Toti :) ,quel briciolo, glielo beccano subito a Fini.

  6. 7 Fausta 4 Febbraio 2008 alle 9:41 am

    Ma tu guarda!!! Nel 68 io ero già fuori dai giochi…. con un marito e una figlia!!!!
    Le mie lotte le ho fatte per Trieste libera!!!

  7. 8 Angela 4 Febbraio 2008 alle 10:00 am

    @Fausta, per un periodo o per un altro, siamo stati parte[cipazione] nella storia di questo paese.
    Il guaio è che sono decenni che ne siamo fuori, all’inizio, anche volontariamente (penso al “tutti a casa” degli anni 80) poi perchè ci hanno distrutto qualsiasi illusione di cambiamento. Uno scandalo ha seguito un altro, una istituzione dopo l’altra, cade a pezzi. E la storia si va affollando di mezze figure, sempre quelle, per giunta.

  8. 9 lilla 4 Febbraio 2008 alle 11:43 am

    ….guardare per credere:

  9. 10 Angela 4 Febbraio 2008 alle 12:04 pm

    Son sempre gli stessi, e pensare che a Rino Gaetano gli davamo del “qualunquista”…

  10. 11 mauro 4 Febbraio 2008 alle 1:21 pm

    Cos’è? Vogliamo far passare Rino Gaetano per profeta?
    A parte il fatto che l’astio per la politica ha sempre avuto i suoi “eroi”, questo filmato mi pare voglia semplicemente condannare (su un ritmo alla moda del tempo) un bombardamento massmediatico indistinto dal quale non siamo ancora usciti, anche perchè, forse, ne siamo diventati dipendenti.
    A proposito di antipolitica: la ggente, alla quale fanno riferimento le interviste per strada di Studio Aperto e Rete4, le piazze di Santoro, i sondaggi da Porta a Porta e mille altri talk show, a partire dalla celeberrima casalinga di Voghera, non è molto cambiata da quella tratteggiata qui sotto:
    Ccà stammo tuttequante int’ ‘o spitale! / Tenimme tutti ‘a stessa malatia! / Simmo rummase tutte mmiezzo ‘e scale, / fora ‘a lucanna d’ ‘a Pezzentaria! / Che me vuò dì? Ca simmo libberale? / E addò l’appuoie, sta sbafantaria? / Quanno figlieto chiagne e vò magnà, / cerca int’ ‘a sacca … e dalle ‘a libbertà!
    Ferdinando Russo, ‘O Luciano d’ ‘o Rre, (1910)

  11. 12 Angela 4 Febbraio 2008 alle 1:30 pm

    Wè, sono solo canzonette!
    Intanto, Rino Gaetano non si è mai messo l’etichetta di profeta “intellettuale” come certo cantautorato ideologizzato (di propria o meno sponte) che cantava, “tra l’altro e pressapoco” …”fare il bagno nella vasca e’ destra, far la doccia invece e’ sinistra”

    E giù con gli applausi!!!

  12. 13 lilla 4 Febbraio 2008 alle 9:43 pm

    niente di profetico, niente sguardo in avanti, anzi… siamo noi che restiamo indietro! :-(


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