Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,
talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?
Nell’amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.
Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.
Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?
Paul Verlaine
[E Verlaine che gli sparava e gli gridava:
"Non lasciarmi, no,
non lasciarmi, vita mia..."]
No, non mi sono mai… Io non li ho mai capiti, quei due.
Qui, per es. potresti insegnarmi qualcosa, tu.
Gli amori degli altri non vanno capiti, forse. Non so, non leggo le biografie. Mi piace più [ri]costruire, partendo da quello che loro scrivono.
Le parole di questa poesia, mi sembra abbiano una intensa purezza e l’incanto della passione ideale.
Ti ringrazio x la traccia che hai lasciato…
Tutto c’era, in quel rapporto, fuorché purezza, credo. Una passione travolgente,questo sì,soprattutto da parte di Verlaine ma, per quel che ne so io, il giovanissimo Arthur scelse di andarsene per liberarsi perfino di quel ricordo e di ogni legame con il passato.Verlaine era un ipocrita creatore di versi, a volte bellissimi ma non sempre sinceri,scritti ad uso dei cosiddetti benpensanti.
@Ross, consideravo le parole (”mi sembra”), non il rapporto. Rifletterò, con attenzione, e senza pregiudizio, sui “benpensanti”
)