Le donne non hanno paura di Ferrara.
Hanno paura, semmai, del retropensiero, complottista, ideologico e petulante.
Di quei giornalisti che fanno di sè stessi, l’opinione.
Il fatto: a “In ½ ora” su Rai tre, oggi, la giornalista Lucia Annunziata ha intervistato Giuliano Ferrara, fondatore del movimento pro-life che, probabilmente – notizia della ultima ora, annunciata ufficiosamente durante la trasmissione – si apparenta con il PdL, per fare il ministro della Sanità.
Per procedere, in tale carica, a forza di leggi, contro i provvedimenti presi dalla Turco e per togliere dalla lista delle malattie, per cui è previsto aborto terapeutico, alcune (tra cui quella dell’aborto della donna di Napoli e che lui spera di avere. Ha mandato sua moglie in chiesa, per intercedere con la Madonna).
Donna e ministro, di male fede, perchè guidata dalle ideologie.
Una occasione persa, ancora una volta, da un giornalista per porre domande razionali, coerenti e incalzanti che diano ai telespettatori, quante più informazioni sui fatti.
Si è assistito ad un confronto tra l’Annunziata che parlava delle sue idee sull’aborto e sull’eugenetica (trovandosi d’accordo con Ferrara) e Ferrara che con tutta tranquillità e sincerità ha parlato della sua visione e della sua battaglia.
L’aborto è l’inizio, la sessualità è la sostanza.
Su questo, non una sola domanda.
Invece si è insistito su chi sta dietro, se il tedesco in persona e di ceri accesi alla Madonna (sic!). Si è riusciti, persino a citare il conflitto di interessi!
E di una donna che non si può difendere, solo un cenno vergognoso, per metterla, ancora una volta sotto accusa e colpevolizzarla, in modo indegno. Con Ferrara che, giustamente, richiamava l’Annunziata a rispettare la privacy! (Io spero che un magistrato la ripaghi, almeno in parte di queste vessazioni.)
Ho sempre pensato che non c’è un modo femminile o maschile di relazionarsi con gli argomenti e i fatti.
La professionalità ha la ragione come guida, ha come fine l’informazione degli utenti, non la curiosità personale, il pettegolezzo e il sentito dire.
Oggi, ancora una volta, una conferma sul giornalismo italico.
La trasmissione è, in replica, su Sky RAISAT EXTRA (can.120) alle ore 20.30
E’ che siamo un po’ stufi degli amici che intervistano gli amici.
Hai ragione. E l’altra sera il direttore del TG1, Riotta, a TV7, durante l’intervista a Berlusconi, a parte domandine mosce, pure quella sulla Bruni e sul primato del gossip e delle belle fanciulle che Sarkozy gli avrebbe strappato.
Riotta, il giornalista “americano” che fa le interviste in maniche di camicia, arrotolate. Come se bastasse l’abito per fare un buon giornalista
come quando si dice “non andrò a votare”, non bisognerebbe guarda certi programmi…
Lo so Stu, in effetti è ciò che mi ripeteva mio figlio, mentre io mi indignavo
Non avete capito che se parlano di questioni bioetiche e’ solo per serrare i ranghi di entrambe le coalizioni? Basta dire la parola aborto, ecco che tutti (libertari e bacchettoni) tirano subito fuori la tessera elettorale, subito tornano a identificarsi in maniera acritica con la loro tribu’. Va da se’ che a Ferrara non interessano gli aborti, a Pannella ancora meno…
Ci siete cascati un’altra volta…
ma perché L.Annunziata è una giornalista?
La sua mezz’ora mi ricorda quella che compariva sulle targhe delle case di tolleranza
@Raffaele, intendendo la scritta, ovviamente.
@Tutti, vorrei segnalare questo post, uno “scoop” davvero interessante, sulla “lingua bugiarda” di Ferrara qui (via blogdebiase)