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Et maintenant

Viens, découvrons, toi et moi, les plaisirs démodés…


[Ballando ballando, Ettore Scola, 1983]

  1. aprile
    21 Febbraio 2008 alle 8:35 pm | #1

    Le canzoni sono tre . Senza l’attacco il messaggio potrebbe essere….incompleto :

    J’attendrai
    Le jour et la nuit, j’attendrai toujours
    Ton retour
    J’attendrai
    Car l’oiseau qui s’enfuit vient chercher l’oubli
    Dans son nid
    Le temps passe et court
    En battant tristement
    Dans mon cœur si lourd
    Et pourtant, j’attendrai
    Ton retour

  2. 21 Febbraio 2008 alle 10:16 pm | #2

    Un formidabile raccontatore di storie, Scola, anche quando non firma la regia ma soltanto il soggetto. Quella volta riuscì a dimostrare che la qualità del racconto non dipende sempre dalle parole. Piacque anche a me che, com’è noto, non accompagno mai la mia compagna nei sui (indispensabili) giri di danza.

  3. 21 Febbraio 2008 alle 10:23 pm | #3

    Non è di Scola la regia?
    [mah! ti facevo ballerino, pensa :P ]

  4. 21 Febbraio 2008 alle 10:30 pm | #4

    Sì, certo. Volevo dire ch’era bravo anche quando non era ancora regista, scusa.
    [Eh! mica sono perfetto!]

  5. 21 Febbraio 2008 alle 10:45 pm | #5

    Grazie aprile e benvenuta.
    L’attacco, lo canticchiava mia madre è “Tornerai” è la stessa canzone, “J’attendrai”?

  6. aprile
    22 Febbraio 2008 alle 1:19 am | #6

    Si è la stessa.I tre brani sono in ordine cronologico,non è una casualità.Le bal è una sarabanda sul tempo che solo apparentemente passa.Cambiano le musiche, gli abiti,i regimi ma poi i personaggi sono sempre quelli.Soprattutto sono sempre soli.

  7. 22 Febbraio 2008 alle 1:37 am | #7

    A me non è parso così triste, come scrive aprile. Mi è piaciuta molto la particolarità della ricostruzione storica.
    J. C. Penchenat (attore e cosceneggiatore) l’ho visto in teatro 15 giorni fa qui a Torino.

  8. 22 Febbraio 2008 alle 8:07 am | #8

    Io lo trovai triste, ma anche ironico. Mi ricordava i balli che venivano organizzati in casa, quando ero bambina. Poi ognuno porta sè stesso nella percezione degli eventi. Per esempio, io non riesco ad avere un ricordo triste delle canzoni di un tempo, neppure di quelle davvero lacrimevoli. Le cantava mia madre, lei dava sempre una interpretazione swing a qualsiasi canzone e aveva sempre l’aria scanzonata e sorridente.

  9. aprile
    22 Febbraio 2008 alle 10:14 am | #9

    La solitudine è una condizione oggettiva dei personaggi.Non è triste.Però è vero che il cinema di Scola ha un potere fortemente evocativo ma quello è dato dalla meticolosità con cui allestisce i film.La scatola di latta colorata del pane avanzato, parla del Regime assai più del condominio d’epoca di “Una giornata particolare”.Vanno bene le singole percezioni ma vanno ancora meglio se riescono a confluire in una visione storica d’insieme.Trucchi del mestiere,qualcuno direbbe “ruffianerie” ma ci vuole un discreto talento per ottenere l’amalgama di ingredienti apparentemente così lontani..

  10. ross
    22 Febbraio 2008 alle 5:51 pm | #10

    Mamma mia , quanti anni sono passati da quando vidi ed apprezzai questo film! Aprile ha ragione: cambiano le mode , le forme e le facce, ma i tipi umani restano gli stessi, pietrificati ognuno nel proprio cliché, quasi sempre squallido e ridicolo. Ricordo la bravura degli attori, soprattutto di quello(credo il traditore collaborazionista) che ogni tanto attraversava la sala con aria viscida e furtiva: bravo Scola!

  11. Fausta
    25 Febbraio 2008 alle 7:11 pm | #11

    Che dire? Di ogni personaggio – così caratterizzato – si potrebbe racontare una storia…
    Le canzoni….”Tornerai da me perchè l’unico sogno sei del mio cuor……”
    Et maintenant mescolata con la Danza delle spade è fantastica..
    Aznavour uno dei miei beniamini….
    Grazie Angela!!!

  12. 16 Aprile 2008 alle 7:27 am | #12

    Mi sono emozionato ascoltando questo arrangiamento musicale Stupendo.perchè ho cantato questa canzone Tornerai con l’orchestra
    del M° Gianni Ferrio nel 1965 in una trasmissione televisiva che si chiamava Gran Premio per la regia di Piero Turchetti,una ventata di ricordi e qualche brivido.Grazie bel sito ciao Gigi detto Luisinho

  13. 16 Aprile 2008 alle 7:20 pm | #13

    Però, con il mitico maestro Ferrio. Ero piccola, mi dispiace, non mi ricordo la trasmissione.
    Benvenuto :)
    [a proposito, avrai notato, qui il Brasile è di casa]

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