Pensate voglia parlarvi di politica, magari con la metafora o l’allusione.
No, è proprio un post botanico, sui rampicanti.
Sono stata ispirata. Tutto è partito dal nome francese di una blogger “caprifoglio”.
Questo rampicante, fino a un decennio fa, si faceva ammirare e odorare, arrampicato sui parieti (muretti a secco) di pietra bianca che delimitavano le macchie di lecci e roverelle.

loniceracaprifoglio
[lonicera-caprifoglio]

Giallo e bianco, più raro quello rosa. Una bellissima pianta, robusta.
Più che la desertificazione, poté la mano dell’uomo. Infatti, non crescono più, spontanei, i cespugli di caprifoglio. Scomparsi.
Come ho scritto, altre volte, “annoto” le perdite.
Il timo, poi la menta spigolata e le spatole e le orchidee selvatiche. I rovi con le more. L’edera e la salsapariglia. Il piccolo convolvolo con i fiori bianchi e rosa o lilla. La pervinca. Il caprifoglio, la pastinaca, i cardi. L’iperico, il finocchietto selvatico. La camomilla, la rosa canina e gli aglietti selvatici. Il papavero sonnifero. Scomparse intere macchie di lecci e roverelle.
Prima fu il fuoco portato dell’uomo, poi quello scagliato dal Dio adirato, dal cielo.

Eppure il rampicante è tenace, infestante.
Mai quanto l’uomo, evidentemente. Spesso crescevano insieme, quelli spontanei e quelli naturalizzati, che l’uomo aveva piantato nel proprio giardino; la natura (vento, uccelli, api) li disseminava, a Lei piacendo.
Ma un tempo c’erano i giardini e gli orti.
Ogni casa ne aveva. La campagna, arrivava sino alla città, fino nelle case, facevi pochi passi e te ne tornavi con mazzetti di spatole (gladioli selvatici) o asparagi.
La terra ti entrava in casa, portata dalle scarpe, dal risvolto dei pantaloni, dal vento, e si posava sui mobili.
Se te ne rammaricavi, gli anziani e i contadini erano pronti a ricordarti che “terra siamo…”
Andavo via, prima che finissero di sentenziare.
Un tempo, dunque, c’erano i giardini, gli orti e sulle recinzioni i padroni facevano distendere i rampicanti.

Diffusa, soprattutto sui muri, c’era l’edera che non costava niente, bastava prendere un ramo e interrarlo.

edera
[edera]

Formava una barriera verdissima, intricata e piena di insidie. Grossi ratti che potevano caderti addosso, mentre, ignaro andavi per la tua strada. Difatti, ancora oggi, non passo mai sotto un muro d’edera.
L’edera può essere velenosa. Con il decotto ottenuto dalle sue foglie le donne more sciacquavano i capelli, per ridare loro lucentezza. Lo stesso infuso, ravviva il colore delle fibre naturali, colorate di nero. Pare che il suo olio (da comprare in erboristeria) sia un buon rimedio per la cellulite.

Sempreverde, con dei bei fiori celeste - lilla (più rara, quella con i fiori bianchi), c’era la pervinca, meno invasiva e più elegante dell’edera. E’ un alcaloide.


[pervinca]

Altro rampicante poco costoso, il convolvolo. Lo lasciavano arrampicare sulle reti delle recinzioni. Se non stavi attento, potevi trovartelo avviluppato, intorno alle gambe, tanto era avvolgente.
Aveva l’inconveniente di essere annuale. D’inverno i giardini si spogliavano e si mostravano agli occhi dei passanti.

ipomoea-purpurea
[convolvolo]

Da piccola, con gli altri ragazzini, raccoglievamo i fiori ad imbuto, dei convolvoli e li succhiavamo, alla base, dove sono dolcissimi, per il polline. Oppure li suonavano, come trombette; io non ci sono mai riuscita.
Siccome l’edera e il convolvolo non erano rampicanti vistosi o profumati, spesso, accanto, piantavano il gelsomino.

gelsomino
[gelsomino]

Lo raccoglievo la sera, quando il profumo è più intenso, per metterlo tra le pagine dei libri a seccare, a grappolo o a fiore singolo.
Ingialliva e macchiava la carta, con il suo olio profumato.
Oppure, sistemavano il Campsis radicans.

campsis radicans
[campsis radicans]

Lo conosco con questo nome, non so se ne abbia uno più comune, a parte “le trombette”. Si suonavano pure queste, con suoni più nitidi e duraturi, siccome i fiori sono più “carnosi”
Poi venne di moda la Bougainville, quella viola-porpora (quella rossa è più recente).

bougainville
[bougainville]

Ma bisognava avere un giardino esposto a sud. Bellissima e invidiata, faceva disperare le signore che dovevano spazzare i fiori che coprivano e macchiavano i marciapiedi.
Da noi, c’è un vero culto del marciapiede. Lustrato, bianchissimo deve essere, più di quello della vicina. Anche il glicine era poco diffuso. Dovevi comprare la pianta e non te la regalava nessuno.
La vite canadese è venuta di moda troppo tardi.
In quei giardini, se grandi, hanno iniziato a costruire, nuove abitazioni.
Se piccoli, grazie alle varianti, hanno costruito il box auto.
La composizione delle giunte comunali è decisa dal possesso dei suoli, dalla loro destinazione. Il piano regolatore – ove mai venga deliberato - è un optional che la Regione non approva mai e che il Tar sospende.
Le case penetrano nella campagna, che non potendo arretrare, scompare. Senza neppure quelle vecchie abitudini di lasciare un poco di terra a giardino che, con in tempi di crisi, potrebbero tornare utili per l’autoconsumo.
Non costruiscono più giardini, figuratevi gli orti. Solo strisce di terra con prato all’inglese e palme. Cycass. Una mania.
Qualche raro fortunato che si fa la villa, preferisce la piscina e i palmeti. Tra i rampicanti, resiste la Bougainville, confinata in grossi vasi e il glicine.

glicine
[glicine]

Come nel mio giardino. Quando decidemmo di rinnovarlo, spiantammo la vecchia Bougainville, esposta a tramontana. Si erà così allungata, (per prendere il sole) da raggiungere il primo piano. Mio suocero non ci perdonò quella cattiveria. Abbiamo cercato di farle crescere, altrove, le piante giovani. Seccano!
Sul muro, continua ad arrampicarsi il glicine e, in un angolo, resiste il campsis. Il problema è il vicinato.
A quella le pendono i rami fioriti ed “si fastidia” le “manca l’aria”, a quell’altro le foglie gli sporcano il cortile e, quell’altra ancora, vuole avere lo sguardo libero.
Ne ha fatto le spese la passiflora. Bellissima e infestante, l’avevamo scelta apposta. Non aveva limiti, scavalcava il confine per abbracciare gli alberi della vicina.

passiflora
[passiflora]

Resiste (hasta siempre) avviluppata intorno al corbezzolo e - non vista - si allunga sul nespolo giapponese. Oltre confine.