Meno male
che le patate le comprano le donne!
“Mentre tutti quanti si preoccupano e si chiedono se sia troppo pericoloso mangiare le fragole o se le mele annurche che comprano provengono dal casertano piuttosto che dal beneventano. Mentre le mamme comprano solo latte proveniente dal Nord e i giornali pubblicano ogni giorno il bollettino di guerra della mozzarella campana, nessuno si preoccupa di segnalare il vero pericolo. La patata
Abbiamo detto prima che le verdure non assorbono la diossina, neanche dalle falde acquifere (la diossina è poco solubile). Ma le patate, che sono radici, assorbono la diossina direttamente dal terreno e l’accumulano facilmente.
Esiste su questo tipo di contaminazione anche una discreta bibliografia, dopo la scoperta di grosse quantità di “patate alla diossina” in Olanda, alcuni anni fa.
Non voglio a questo punto aggiungere altre preoccupazioni a quelle che già avete (alcune, come abbiamo visto, assolutamente ingiustificate).
Ma vi ricordo che mentre vi preoccupate della mozzarella, quantitativi molto più elevati di diossina vi aspettano negli gnocchi e nel gateau (ma neanche questa vi farà morire)”
Riccardo Marassi
Aspettando di sapere di che morte dobbiamo morire (come si suol dire dalle mie parti) io mi coltivo il mio orto
Marassi, vale pure per le patate coltivate a ridosso del mare? I contadini utilizzano l’acqua dei pozzi. Credo che in quelle falde si mescoli pure l’acqua del mare…
Io direi che tutti, più o meno, ci siamo nutriti di schifezze varie e che, nonostante questo, siamo diventati così longevi da far pensare che, forse, le schifezze ci hanno mitridatizzato. Vi ricordate il pollo agli ormoni , la mucca pazza e il dentifricio alla diossina? Io che ho superato incidenti e mali di vario tipo, sapete che vi dico? Dopodomani(domani c’è già la genovese) mi faccio un bel gâteau di patate , anzi un gattò, con salame, mozzarella, parmigiano, uova sode, latte, tutto sicuramente pieno di diossina ed altro ancora, almeno morirò sazia e senza rimpianti.
Angela, beata te che puoi coltivare il tuo orto! Questo te lo invidio davvero:-)
Buona domenica.
hai un tuo orto? bello…faticoso pero..è grande?
@Cizou è un modo di dire.
Però sì, c’è della terra, in giardino, dove (in passato) coltivavo le insalate. Ci sono alberi da frutta e il pergolato d’uva. Spazio ce n’è per “l’autoconsumo”. Poi c’è il podere di mio padre, con gli ulivi. Mi faccio l’olio. Non è faticoso (se non lo fai di mestiere), mi piace la manualità, i lavori dei campi li so fare
@Ross, devo stare un poco a dieta. Palme e Pasqua sono state fatali, per la linea (ho pure i capelli corti, ora, un bel faccione, mi viene fuori).
Quei benedetti dolcetti di mandorle!
Grazie e buona domenica anche a te.
Non vorrei essere frainteso, quello che sta succedendo in Campania è una cosa agghiacciante. E i casi di avvelenamenti provocati da fughe da impianti industriali o dall’atteggiamento criminale di chi non rispetta le norme di sicurezza per guadagnare di più sono una cosa per la quale occorrerebbe l’ergastolo.
Detto questo è anche vero quello che dice Ross.
Mangiamo un sacco di schifezze e siamo ancora vivi.
Vuol dire che le schifezze non fanno male? Certo che no.
Ma è indubbio che le schifezze siano il prodotto collaterale di uno stile di vita che ha allungato la nostra esistenza terrena.
Insomma per uno che muore di tumore ce ne sono almeno due che superano i 75 anni.
Il classico esempio è rappresentato dai pesticidi.
Sono sostanze che provocano tumori ma hanno consentito di abbattere i costi di produzione di frutta e verdura.
Nell’800 la gente al massimo mangiava polenta. Non moriva di tumore ma l’alimentazione era talmente squilibrata che le persone che morivano di altre malattie o addirittura di epidemie come la pellagra erano molte di più di quelle che oggi si ammalano per colpa dei pesticidi.
Detto questo, è auspicabile superare anche i pesticidi e l’inquinamento. Anche perché far parte di quella percentuale che si ammala di tumore non fa piacere a nessuno.
Ma soprattutto perché se la nostra vita media si allunga, non si può dire altrettanto del nostro pianeta e degli altri esseri viventi che lo abitano.