Il me semble que je serais toujours bien là où je ne suis pas.
Premo invio.
Un solo pensiero, spedito, altrove.
Mentre il treno fila più di un eurostar.
Alzo lo sguardo, prima di sprofondare nelle ultime pagine del racconto.
Forse ci sono già finita dentro.
Intorno ci sono solo parole e suoni stranieri. Gli albanesi vanno a Reggio Emilia, guardano i culi delle ragazze che passano.
Sbattono, nello stretto corridoio. E’ in aumento il numero degli obesi. L’ho letto la mattina al bar.
La ragazza messicana si è seduta di fronte e ascolta la musica e mi guarda.
Continuo a girare per New York, so già come andrà a finire.
E’ salito ad Ancona, mi pare. Solo una valigetta, ha con sé.
E’ caduto, sul sedile.
Apre il bottone della camicia, sotto il collo, allarga il nodo alla cravatta. “Fa proprio caldo
Butta la Repubblica e l’Espresso, sul Manifesto, sul posto vuoto accanto al mio.
Avrà 45 anni, i capelli lunghi e ricci, gli occhi chiari. Si addormenta.
Sono arrivata con un taxi alla sessantanovesima est..
- Rimini, stazione di Rimini -
Dovunque sia andato a scomparire, gli auguro buona fortuna
Dove è finito Quinn?
Il passeggero che è salito ad Ancona non c’è più. Scomparso. La valigetta è rimasta al suo posto.
Quelli continuano a guardare i culi e la ragazza messicana mi guarda.
Io guardo la valigetta.
Bologna… stiamo entrando nella stazione di Bologna.
Sono paralizzata in quell’unico pensiero.
Guardo la valigetta. Saluto gli albanesi e la ragazza messicana.
Prendo la mia valigia ed esco, nel corridoio.
Eccolo, è lì.
Vicino all’uscita e ha preso il cellulare.
Devo allontanarmi, scendere in fretta, lontano da quel tasto.
Invio.