Teste d’uovo
Sono solidale con le donne che a Bologna hanno contestato Giuliano Ferrara, a Piazza Maggiore, con il lancio delle uova.
A tutti quelli che chiedono – “ne è valsa la pena?”
Dico, sì.
Tutto questo “politicamente corretto” mi ha stufata (per rimanere nella culinaria). La logica del “non faccio questo perchè è di vantaggio per quello” è un utile espediente per tenerci a bada, tutta la vita (maschi e femmine).
Se poi non vi piacciono le uova, si può passare direttamente al dolce.
Con la panna.
Categories: tempo perso
aborto, Bologna, contestazioni, donne, Giuliano Ferrara
non saprei.
E’ proprio necessario il lancio di qualche oggetto? Forse bastava uno slogan gridato forte dalla piazza intera. Tanto per dirne una.
Anch’io sono per non lanciare niente.
)
Anche perchè è difficile sbagliare un bersaglio così grosso
Cattivo, Mauro, cattivo…
Non sono interessata al lancio degli oggetti.
Trovo “normale” che i politici solidarizzino tra di loro, che prendano distanze.
A mio modesto avviso è, altrettanto normale, la protesta. Fischi e uova ne hanno sempre fatto parte (non solo nell’ambito politico).
Non so, per protestare contro le “enormità” di Ferrara, dovremmo chiedergli il permesso, magari alzare la mano, come a scuola. Prevedere un protocollo?
Prima di manifestare dovremmo fare una bella indagine preliminare di retropensiero applicato, consultare Nero Wolfe (“cui prodest”)?
Cercate di spiegarmi, perchè, Ferrara può dire quello che gli pare, i giornalisti pure e le donne non possono protestare, fischiando, prendendo a torte in faccia (seppure le uova siano, filosoficamente, più adeguate)?
Pure Caruso è stato preso a torte in faccia, da Casarin e dai no global. Dovrebbe fare più notizia.
Il problema, dunque non sono le donne che protestano, ma la stampa che non fa il suo mestiere.
Trovo incomprensibile che siano altre donne, (ma pure maschi “illuminati”) a “condannare” le donne che protestano.
Non capisco il senso di questa “opportunità politica” (ma di quale politica stiamo parlando?)
Il risultato è che le donne devono, comunque stare zitte.
Sia quando si limitano alla discussione sull’aborto, (e no, perchè siamo in campagna elettorale, faremmmo il favore di caio) sia quando fischiano (e no, poi i giornali ne parlano).
Tra la linea di partito (maschile) e le donne che tirano uova (suggerendo, per il futuro, slow food) io solidarizzo con le seconde.
La panna montata no! è diabetico. Ma qualche ortaggio non gli fa certo male.
sì ma mi è parso che pure lui volesse ricambiare il lancio di qualcosa..
io dico che è meglio ingnorare il personaggio.
Mi è venuto in mente un proverbio “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”…. cosa si aspettava il Giulianone, i salamelecchi delle donne? Mi sa che ancora la gente non ha capito cosa significa “donna”…..
Sarà stata “cattiva” la frase di Mauro…. però mi è piaciuta tanto tanto tanto!!!!!!
Con quel che costa la verdura, forse sarebbe meglio evitare ma, in certi casi, un bel lancio serve a ridimensionare certe posizioni assurde.
Angela, io prendo le distanze da chi protesta in modo aggressivo e violento comunque, sia che a protestare siano le donne, sia che siano i maschi.
Non solidarizzo con Ferrara, per la precisione, per evitare equivoci in chi mi legge.
Nè mi sento di dire che occorre ignorarlo. Questo proprio no. Batterlo con la tenacia,con le dovute argomentazioni. Hai visto dibattiti televisivi in cui c’erano le donne a contestarlo? Forse qualcuno, ma comunque troppo pochi. Si sa che la tv arriva dappertutto. Perchè non pretendere più spazio per noi, per contrapporre le nostre ragioni alle sue?
Anzi, sai che ti dico? Io provocatoriamente avrei organizzato un boicottaggio della piazza di Bologna. Avrei lasciato che parlasse a quattro gatti. A Bologna forse si poteva fare.
Qui nessuno pretende che si chieda il permesso per protestare, e tantomeno che lo facciano le donne in quanto tali.
Così come non sono certo uova e pomodori a rappresentare al meglio la “violenza” in un Paese dove si sono lanciate molotov e bulloni fino a non troppo tempo fa.
Il punto è un altro. Ferrara si è preparata questa faccenda elettorale a tavolino, con il consenso del suo editore e padrone, che non poteva accogliere le tesi antiabortiste e integraliste all’interno del Pdl senza andare incontro a casini con la componente femminile e con quella più laica.
Ferrara tuttavia gode di una popolarità assolutamente marginale. L’unica sua speranza è rappresentata dalla possibilità di fare notizia andando in giro a provocare le persone che abboccano come saraghi di scoglio.
Per questo ha inaugurato la sua campagna elettorale antiabortista l’otto marzo.
Per questo è andato, contro ogni logica, a manifestare a Genova dopo la scoperta degli aborti clandestini.
Per questo invece che preoccuparsi di portare quanta più gente possibile ai suoi comizi, va con quattro gatti nelle piazze più improbabili (come a Bologna) sperando che qualcuno crei la contestazione e gli restituisca quella visibilità che altrimenti non avrebbe.
Basterebbe poco a capirlo e a azzerarne la presenza.
Non si tratta di non rispondere a Ferrara, ma di non trasformare la risposta in campagna elettorale (gratuita) per Giuliano Ferrara.
Altrimenti facciamo come quel tale, che qui a Napoli molti anni fa, diffamato da un giornaletto insignificante (circa 2mila copie), pensò bene di pubblicare una lettera di smentita sul Mattino (all’epoca 170mila copie).
Il giorno dopo era più sputtanato di prima.
@Tutte/i.
Credo di aver chiarito il mio punto di vista e il mio “interesse”.
D’altro canto, dubito (molto) che la protesta – più o meno slow – determini un incremento di voti per Ferrara.
Sicuramente, c’è chi coglie la visibilità di Ferrara e chi, invece, quella delle donne che protestano
Sì, ma è Ferrara a essere candidato, non le donne che lo contestano e che, nell’occasione, della visibilità possono anche farne a meno.
Alla fine non so se la visibilità ottenuta con uova e pummarole si trasformerà in voti oppure no.
Ma sono certo del contrario.
E cioè che se uno viene ignorato non becca neanche un voto in più di quello dei parenti più stretti.
Il movimento delle donne in tutta questa faccenda non c’entra e vi sarei grata delle dovute distinzioni.
Proprio per la stessa natura dell’iniziativa di Ferrara,le femministe dell’assemblea nazionale hanno deciso di adottare altro registro di comportamento.
Chi organizza le proteste appartiene all’area dei centri sociali ( maschi e femmine pochette) gruppi il cui percorso non mi risulta particolarmente connotato da lotte o dibattiti sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza.
Possono sempre cominciare da oggi ,per carità,ma esordire con il lancio di uova a Ferrara,appare come un paradosso che va dritto al cuore del problema.
Ed è per l’appunto il tema della strumentalizzazione ( di Ferrara,dei giornali,dei centri sociali,dei partiti,di chiunque,non si guarda in faccia nessuno) che ha indotto le femministe a sottrarre il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza dalla gazzarra elettorale.
Noi non portiamo le donne in piazza a farsi dare delle assassine da un pallone gonfiato.
E nemmeno le esponiamo a rischi di manganellate.
Tantomeno facciamo da stampella ai pro life nella loro propaganda per il buonumore.
Dove, a che ora e in che piazza, regolare i conti con questa faccenda lo decidiamo noi.Non Ferrara.
Una legge che funziona e che sarà difficile smantellare ci consente l’abbandono dei toni rivendicazionisti.
Poi ognuna faccia quel che crede ma parli per sè e non tiri in ballo l’intero genere femminile con le sue infinite disgrazie.
Queste lagne hanno fatto il loro tempo.
Noi non abbiamo bisogno di visibilità, ciò che abbiamo realizzato in termini di battaglie per il diritto di decidere, sta nelle piazze vuote davanti alle quali Ferrara arringa i quattro stracciaculi della militia christi.
Siano gli elettori tutti, maschi e femmine a cacciare Ferrara.Non solo le cattive femministe.
Il diritto alla maternità responsabile noi l’abbiamo voluto per migliorare il Paese, perchè si civilizzasse.Non solo per noi stesse.
Tuttavia conforta che si siano ritrovati gli accenti della solidarietà femminile,in genere piuttosto trascurati per lasciare spazio alla corsa a ostacoli, per il conferimento della bamboletta con l’elastico alla migliore.
Brutta visione.
Se ciò fosse vero, sarebbe meglio per tutte.
Se invece si trattasse dell’ennesimo giochetto di società, vorrà dire che avevano ragione le ragazze dell’assemblea a temere le strumentalizzazioni.Tutto è buono pur di raggiungere il proprio scopo.Pazienza.
Sono Sed, su avatar di fortuna
Mi spiace ma questo coso non pubblica i commenti quindi invio di nuovo.L’altro non so dove sia finito
Comunque sono Sed
Il movimento delle donne in tutta questa faccenda non c’entra e vi sarei grata delle dovute distinzioni.
Proprio per la stessa natura dell’iniziativa di Ferrara,le femministe dell’assemblea nazionale hanno deciso di adottare altro registro di comportamento.
Chi organizza le proteste appartiene all’area dei centri sociali ( maschi e femmine pochette) gruppi il cui percorso non mi risulta particolarmente connotato da lotte o dibattiti sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza.
Possono sempre cominciare da oggi ,per carità,ma esordire con il lancio di uova a Ferrara,appare come un paradosso che va dritto al cuore del problema.
Ed è per l’appunto il tema della strumentalizzazione ( di Ferrara,dei giornali,dei centri sociali,dei partiti,di chiunque,non si guarda in faccia nessuno) che ha indotto le femministe a sottrarre il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza dalla gazzarra elettorale.
Noi non portiamo le donne in piazza a farsi dare delle assassine da un pallone gonfiato.
E nemmeno le esponiamo a rischi di manganellate.
Tantomeno facciamo da stampella ai pro life nella loro propaganda per il buonumore.
Dove, a che ora e in che piazza, regolare i conti con questa faccenda lo decidiamo noi.Non Ferrara.
Una legge che funziona e che sarà difficile smantellare ci consente l’abbandono dei toni rivendicazionisti.
Poi ognuna faccia quel che crede ma parli per sè e non tiri in ballo l’intero genere femminile con le sue infinite disgrazie.
Queste lagne hanno fatto il loro tempo.
Noi non abbiamo bisogno di visibilità, ciò che abbiamo realizzato in termini di battaglie per il diritto di decidere, sta nelle piazze vuote davanti alle quali Ferrara arringa i quattro stracciaculi della militia christi.
Siano gli elettori tutti, maschi e femmine a cacciare Ferrara.Non solo le cattive femministe.
Il diritto alla maternità responsabile noi l’abbiamo voluto per migliorare il Paese, perchè si civilizzasse.Non solo per noi stesse.
Tuttavia conforta che si siano ritrovati gli accenti della solidarietà femminile,in genere piuttosto trascurati per lasciare spazio alla corsa a ostacoli, per il conferimento della bamboletta con l’elastico alla migliore.
Brutta visione.
Se ciò fosse vero, sarebbe meglio per tutte.
Se invece si trattasse dell’ennesimo giochetto di società, vorrà dire che avevano ragione le ragazze dell’assemblea a temere le strumentalizzazioni.Tutto è buono pur di raggiungere il proprio scopo.Pazienza.
Questa è la democrazia: se uno le uova se le merita è giusto che le prenda!
La violenza è altro; è anche, ad esempio, dover pagare le tasse per finanziare giornali come quello di Ferrara, che rimpinzano la brava gente con Fatali bugie o furbissime omissioni!
Perciò, se uno si prende la briga di andare in mezzo alla gente, senza aver messo in conto che qualcuno potrebbe anche riversagli addosso tutta la m.. (le uova) che egli stesso, magari dall’alto di una comodissima poltrona, per primo ha riversato agli altri, ebbene concludo: IL DOPPIO SE NE MERITA!
E’ furbo Ferrara…
W BOLOGNA!
Peraltro varrebbe la pena ricordare che molti collettivi femministi hanno stabilito di ignorare Ferrara e non rispondere alle sue provocazioni.
Le contestazioni sono perlopiù opera dei centri sociali, che non si sono mai segnalati per una lungimirante visione strategica.
no ,per quanto aborra (si dice cosi? ) ferrara ,io non gli avrei tirato dietro niente.semplicemente non sarei stata li a sentirlo.
Grazie, per la discussione.
Intanto, oggi ho incassato la solidarietà del Manifesto
@Gavì, ciao
Dov’eri finito?
Ma la Mariuccia porellina parlava di centri sociali come unica voce antagonista rispetto alla feroce moderazione salottiera ( la lingua batte sempre dove il dente duole) e non di donne ,la tua non era una levata di scudi sul maschile il femminile e il politicamente corretto?
Tempi duri… Tempi duri…
Saluti
Ancora uova, anche a Palermo.
Ma non saranno eccessive per il suo colesterolo?
[dal laboratorio; mentre lo Studente, qui accanto, impara ad usare AutoCad]
@Mauro, no comment!
[ho già sfiorato l'incidente diplomatico]
eeeh! l’incidente diplomatico è roba da libri di storia, ormai si usa l’insulto in diretta!
@Mauro hai ragione. Ho usato una terminologia vetusta. Nel caso di specie, in effetti, mi pare possa essere ravvisabile il reato di lesa [plurale] majestatis