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E voi avete letto Kundera?

un giorno, ho detto qualcosa che non dovevo dire, sono stato espulso dal partito e ho dovuto uscire dal cerchio.
È stato allora che ho capito il significato magico del cerchio. Quando si è allontanati da una fila, è ancora possibile tornarci. È una formazione aperta. Ma il cerchio si richiude, e per questo, quando lo si lascia, è per sempre. Non per caso i pianeti si muovono in cerchio, e la pietra che se ne stacca si allontana inesorabilmente, spinta dalla forza centrifuga. Simile a una meteorite staccatasi da un pianeta, io sono uscito dal cerchio e non ho finito, ancora oggi, di cadere.
Ci sono persone alle quali è dato morire durante la traiettoria e altre che si schiantano alla fine della caduta. E queste ultime (delle quali faccio parte) serbano sempre dentro di loro una sorta di segreta nostalgia per il girotondo perduto, perché tutti siamo abitanti di un universo nel quale ogni cosa gira a cerchio.

Milan Kundera – Il libro del riso e dell’oblio


[Stefano Bollani]

  1. nonnatuttua
    12 Aprile 2008 alle 1:25 am | #1

    Di lui ho letto La lentezza. Il titolo mi faceva sentire molto in sintonia….
    Anni prima avevo letto L’insostenibile leggerezza dell’essere”.
    Ripensando ora all’ idea che “tanto vale che ciò che accade una volta sola non accada neanche. Da ciò segue che la vita è priva di significato e le decisioni che prendiamo sono di poca importanza”, temo che molti politici l’abbiano letto…….

  2. 12 Aprile 2008 alle 8:13 am | #2

    Anch’io ho letto gli stessi di Kundera. Poi, ieri sera, stavo ascoltando Bollani e mi sono ricordata degli sfottò a Battiato, così, son finita nel girotondo.
    Per la serie tutti abbiamo bisogno del “girotondo perduto”

  3. 12 Aprile 2008 alle 11:11 am | #3

    Io il primo libro che ho letto è stato “La vita è altrove” che ho definito il mio personale libretto d’istruzioni. Avevo 20 anni e ancora studiavo… sembra passata una vita…

  4. marassi
    12 Aprile 2008 alle 5:48 pm | #4

    Io non l’ho mai sopportato

    Ho letto solo “L’insostenibile leggerezza dell’essere” ma già allora considerai eccessivamente verboso il titolo, che si sarebbe potuto tranquillamente abbreviare in “L’insostenibile”.

  5. 12 Aprile 2008 alle 6:05 pm | #5

    Riccardo, permetti, lancerei un concorso:

    “Indovina tre cose che piacciono a Marassi”

    In palio, potresti mettere una tua vignetta autografata ;) :P

  6. marassi
    12 Aprile 2008 alle 8:26 pm | #6

    Non mi piacciono le mie vignette

  7. 12 Aprile 2008 alle 8:47 pm | #7

    (ah ah ah simpatico)
    vuol dire che giocheremo con qualcun altro, persino Clooney (primo nome, a caso) sembra più “accessibile” :)

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