Sono tornata a casa.

In treno ho fatto la settimana enigmistica e ascoltato musica. Non ho scritto nè ho letto. Solo il quotidiano, stamattina.

 

Pare che siamo circondati di melassa (volemose bbene).

 

Dall’altra, a un pò di gente è stata data l’autorizzazione per la caccia all’uomo, per ora ai rom. Poi, siccome ci prenderanno gusto, gli faranno cacciare altro, immagino.

 

A parte gli adesivi della Lega con il Leone e la Lupa, il “territorio” si fa percepire. Non danno più gli scontrini, neppure nei ristoranti del centro.

 

A parte un paio di ponfi pruriginosi (pappataci dell’orto e zanzare venete; potrebbero dare la caccia a quelle!) sulle braccia, e le solite rotture del sabato sera, si sta bene.

 Ho comprato due nuovi libri : “Vita activa” della Arendt (un buon consiglio di Luca De Biase) e la “La caffettiera del masochista” di Norman.

 Ho già fatto un rapido giro nei miei blog preferiti. A parte Marassi, (ma quello è tonico dalla nascita), tutti dimessi e dismessi.

 

Allora, vi racconto di Roma.

 

Sono stata ad un concerto, alla Stazione della Birra, un locale nelle “campagne romane” vicino a Ciampino. Di John McLaughlin anche noto come Mahavishnu John McLaughlin

Gli esperti e coetanei sanno chi è questo eccezionale chitarrista. Il fondatore della Mahavishnu Orchestra (Bird of Fire), l’inventore del jazz-rock.

Bravissimo, ha suonato -in quartetto - per due ore.

Mi sembrava di essere tornata a casa  di mia madre, quando studiavo, il pomeriggio e ascoltavo il jazz. I suoni di quegli anni sono inconfondibili. Extrapolation è il primo vinile di jazz che ho comprato. Un capolavoro.

 

Al Vittoriano, invece, sono andata a vedere la mostra di Renoir. La maturità tra classico e moderno.

 

[Renoir - Baia di Napoli con il Vesuvio, 1881]

 

Purtroppo c’erano anche le scolaresche, delle elementari. Peggio, c’erano le insegnanti delle scolaresche delle elementari.

Peggio ancora, c’era una insegnante che ha spaccato per tutto il tempo. Aveva imparato la lezione la maestrina e quale migliore occasione, potersi esibire in  quell’auditorium?!

Ahimè, parlava romanesco e aveva la vocetta stridula e si era fissata con Gabrielle, la modella preferita, del Pittore francese.

Comunque, ho goduto, egualmente dell’esposizione, molto sensuale e colorata, allegra, la pittura di Renoir.

 Alcune opere erano, per i colori e la vivacità, raffaellesche.

 

Infine, mi sono rifatta gli occhi e lo spirito, dopo una dimessa passeggiata romana, sino al Campidoglio!

Diciamo che finché c’è arte c’è speranza.