rom.

L’avete visto ieri sera, Vespa, nelle discariche rom, alla periferia di Roma?
Era accompagnato dal sindaco AlèManno e da un anziano comandante dei vigili urbani.
Non ho prestato attenzione alle parole, ma alle facce. Al sorrisino (compiaciuto e trattenuto del sindaco) al viso (abbronzato e contratto) di Bruno Vespa.
A proposito, non ho seguito le cronache di questi giorni, ma il giornalista è entrato nella nuova giunta capitolina o è il neo Commissario dei Rom? Così, perchè mi sono chiesta, ma che ci sta a fare là?
Chissà cosa dicevano.
La verità è che stavo riflettendo sui mezzi della RAI. Pensavo, ma come stanno messi male, in RAI, senza soldi, costretti a girare quelle riprese esterne con la telecamera del telefonino.
La qualità delle immagini era quella!
Mosse, sfocate o sovraesposte, come quelle che girano i reporter di guerra. Mentre corrono, di nascosto, al buio.
Lì erano in esterna giorno.

Per fortuna, quando riprendeva i due, la mano era ferma, non tremava.
Si vede che non hanno più squadre esterne, in RAI! Le avranno prestate tutte a Meeediaset, a Paolo del Debbio.
Ma pure la costumista, con tutti quei vestiti delle fiction, come lo ha mandato in giro, tra i rom? Con un lucido vestito blu, con cravatta!
Dovevano vestirlo come Riotta, in maniche di camicia e magari fargli cantare
senza giacca e cravatta
accussi’ so’ venuto
mmiez’ ‘e facce

io nun ero nisciuno, quanta strada aggia fatte
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