Gli oggetti quotidiani
Sto leggendo un libro noto, non solo agli studiosi della psicologia cognitiva o della memoria, si può trovare, sicuramente nella libreria di architetti e grafici, progettisti e intellettuali curiosi.
Di recente, la Giunti lo ha ripubblicato. E’ “La caffettiera del masochista” Psicopatologia degli oggetti quotidiani, di Donald A.Norman. Una dimostrazione convincente dello scarto che intercorre fra il funzionamento della mente umana e gran parte degli oggetti che ci circondano e che siamo costretti ad usare.
Dice Norman “La mente umana è tagliata su misura per ricavare dal mondo un senso compiuto. Datele il minimo spunto e via che parte a dare spiegazioni, razionalizzazioni” Il nostro mondo quotidano è formato da oggetti, interruttori della luce, attrezzi da cucina, telefonini e macchine “intelligenti” (aggiungerei pure gli oggetti simbolici, racconti, leggi e istituzioni; quelli digitali, i software).
“Gli oggetti ben progettati sono facili da interpretare e comprendere: contengono indizi visibili del loro funzionamento.
Gli oggetti disegnati male possono essere difficili e frustranti da usare: non offrono indizi e ne danno di sbagliati. Mettono in trappola chi li utilizza e fanno violenza al normale processo di comprensione ed interpretazione. Il risultato è mondo pieno di frustrazioni, con oggetti incomprensibili e dispositivi che inducono in errore.”
Siccome siamo circondati da ventimila oggetti (artefatti, simbolici e digitali) da usare quotidianamente, siamo esposti a un logorio costante.
Non dobbiamo pensare solo a quegli oggetti che hanno la necessità di manuale di istruzioni e del manuale di istruzioni per il manuale medesimo.
Ricordatevi tutte le volte che avete sbattuto contro una porta a vetri, o non siete riusciti ad aprirla. Quella volta che avete rinunciato a prendere la metropolitana o il treno, perchè non avete capito come funzionava la macchina distributrice. O avete continuato a versare acqua nella caldaia (non trasparente) del ferro da stiro. O avete preso a morsi la confezione di plastica dei cd, per togliere il cellophane.
Ognuno può aggiungere episodi della propria frustrante quotidianità con gli oggetti.
Volutamente impossibili, invece, questi costruiti dal disegnatore francese Jacques Carelman, nel suo Catalogo di oggetti introvabili.
Questa è la “Caffettiera del masochista” che da il titolo al libro di Norman

La deliziosa macchina per cucire con motore animale

Che sensuale andatura potrebbero avere le donne su questi [cava]tacchi

Tanti altri impossibili oggetti che potete trovare qui
GRAZIE DI CUORE!!!! Quest’attacco di ilarità improvviso mi ci voleva proprio!
La caffettiera rossa poi… è dawero mitica!
Aicha
Son contenta, passavi due minuti dopo trovavi pure il gelato
Mi sono guardata tutte quelle “strambosità” (esiste? Boh, mi sembrava rendesse l’idea…), gustandomi il gelato….. a me che sono freddolosa l’idea della poltrona fatta con i termosifoni intrigava parecchio….. ma a sedercisi sopra!!!!!
Fantastico e divertente…..
Il libro è davvero particolare, soprattutto perchè di oggetti curiosi ne esistono davvero a quantità esagerate!!!
@zio walter (non uolter) dici bene. Il dramma è che con questi “curiosi” ci dobbiamo convivere quotidianamente