Il gioco
Ci sono delle persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti ai loro occhi in ideali da realizzare.Se un bel giorno costoro non credono più – magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni – ecco che riscoprono quel ‘nulla’ che per altri è stato sempre, invece, così naturale.
La scoperta del ‘nulla’ per essi però è una novità che implica altre cose: implica cioè non solo il proseguire dell’azione, dell’intervento, dell’operosità (intesi ora non più come Doveri ma come atti gratuiti) ma anche la sensazione esilarante che tutto ciò non sia che un gioco.
E’ chiaro che non parlo di coloro che scoprono il ‘nulla’ filosofico, cosmico. Si tratterebbe in tal caso di una conversione, molto coerente con le loro precedenti illusioni e fedi, e causerebbe il blocco di tutto; il ritiro dal mondo; l’ascesi. No: io parlo di coloro che un bel giorno, tirando le somme, vengono alla conclusione di aver scoperto il ‘nulla’ sociale. Niente ritiro dal mondo, quindi: anzi, partecipazione più fitta: tanto più fitta quanto più in malafede, necessitata dalla mancanza di alternative, e intesa come parodia. Niente ascesi; ma interesse per le cose sociali nullificate, e rifondate sul pragmatismo, sul valore autonomo delle virtù: cose appunto quanto mai esilaranti.
Pier Paolo Pasolini, Petrolio (Oscar Mondadori) pgg.422
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Categories: tempo perso
nulla, Pasolini, Petrolio, riflessioni, società, uomini
E’ come con il fumo.
Se non hai mai fumato ok.
Ma se smetti a una certa età, ingrassi.
(Pasolini mi ammazzerebbe)
Vedi perché continuo a fumare?
bellissima riflessione
Benvenuta “checosasonolenuvole”
@Riccardo, non sarebbe cosa grave, se “la ragione” certe volte, facesse un sonnellino