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Debol parere

Camminando così con la testa per aria, si trovò a ridosso a un crocchio; e fermatosi, sentì che vi discorrevan di congetture, di disegni, per il giorno dopo. Stato un momento a sentire, non poté tenersi di non dire anche lui la sua; parendogli che potesse senza presunzione proporre qualche cosa chi aveva fatto tanto. E persuaso, per tutto ciò che aveva visto in quel giorno, che ormal, per mandare a effetto una cosa, bastasse farla entrare in grazia a quelli che giravano per le strade, – signori miei! – gridò, in tono d’esordio: – devo dire anch’io il mio debol parere? Il mio debol parere è questo: che non è solamente nell’affare del pane che si fanno delle bricconerie: e giacché oggi s’è visto chiaro che, a farsi sentire, s’ottiene quel che è giusto; bisogna andar avanti così, fin che non si sia messo rimedio a tutte quelle altre scelleratezze, e che il mondo vada un po’ più da cristiani. Non è vero, signori miei, che c’è una mano di tiranni, che fanno proprio al rovescio de’ dieci comandamenti, e vanno a cercar la gente quieta, che non pensa a loro, per farle ogni male, e poi hanno sempre ragione? anzi quando n’hanno fatta una più grossa del solito, camminano con la testa più alta, che par che gli s’abbia a rifare il resto?

Via LiberLiber

  1. 10 Luglio 2008 alle 5:44 pm | #1

    Belle parole. Peccato che sia dette da quello stesso che più avanti dirà: “Ho imparato a non mettermi nei tumulti, a non predicare in piazza (assieme a Grillo e alla Guzzanti), ho imparato a non tenere in mano il campanello delle porte (se c’è in giro Di Pietro), ho imparato a non alzar troppo il gomito (quando il sole picchia su piazza Navona).

  2. 10 Luglio 2008 alle 9:02 pm | #2

    Andando avanti con gli anni le delusioni e le disillusioni diventano sempre più pesanti, anche il buon Manzoni in fin dei conti era un uomo come me…
    Io oggi ho una certezza: che gli italiani votano Don Rodrigo e lo ammirano, e danno del pirla a quelli come Renzo (per tacer di Lucia, che la ministra non la farà mai, nemmeno con 4 lauree).
    Ci si pensa spesso, al Manzoni, col passar del tempo. A scuola non sembra – siamo tutti così, quando te lo dicono non ci credi: ma il mondo non è poi cambiato così tanto, anche con i telefonini e gli ipod.

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