Bella scelta anche questa! Chissà in quanti sanno chi è stato Charles Ives… Metto qui una breve biografia per i curiosi, posso?
Non era un musicista di professione, per scelta: si trovò un mestiere per vivere ed essere più libero come musicista, anche perché non gli piaceva l’ambiente “artistico”. Quindi fece l’assicuratore e rimase sempre ai margini dell’ambiente musicale. E’ un compositore molto importante, perché vive tra Ottocento e Novecento e anticipa di molto tutto quello che sarebbe seguito in ambito musicale. Da ascoltare, “The unanswered question”, la domanda senza risposta, un pezzo breve ma molto intenso. Poi scrisse anche delle cose più facili, ma è una voce originalissima in ogni cosa che ha fatto.
Grazie, Giuliano, di cuore.
Com’eravamo “curiosi”, però eh? Ho scoperto per caso, Ives, ascoltando Albert Ayler (le marcette di New Orleans onnipresenti nei suoi brani)…da cosa nasce cosa. Le Variazioni piacevano ai bambini, perchè la musica, in casa era (è) molto vissuta. Uhmmm che mi commuovo, oggi è una giornata da lacrima facile
Le variazioni sono tra le cose più belle della musica, pensa a quelle che hanno scritto Beethoven, Mozart, Brahms… C’è chi dice che in fin dei conti tutta la musica è una Variazione su un tema, e secondo me è vero. (le “Variazioni su un valzer di Diabelli”, le “Variazioni su un tema di Haendel”, un catalogo infinito).
PS: secondo me, anche le donne sono una meravigliosa variazione su un tema dato. Non ce n’è una uguale all’altra, che meraviglia (spiegaglielo, ai chirurghi plastici!).
Uno dei grandissimi, secondo me. Non è il mio campo, ma potendo consiglierei anche Three places in New England e Central park in the dark. Come posso dire, sembra quasi che spostino l’asse spazio-tempo di chi sta ascoltando…
Bella scelta anche questa! Chissà in quanti sanno chi è stato Charles Ives… Metto qui una breve biografia per i curiosi, posso?
Non era un musicista di professione, per scelta: si trovò un mestiere per vivere ed essere più libero come musicista, anche perché non gli piaceva l’ambiente “artistico”. Quindi fece l’assicuratore e rimase sempre ai margini dell’ambiente musicale. E’ un compositore molto importante, perché vive tra Ottocento e Novecento e anticipa di molto tutto quello che sarebbe seguito in ambito musicale. Da ascoltare, “The unanswered question”, la domanda senza risposta, un pezzo breve ma molto intenso. Poi scrisse anche delle cose più facili, ma è una voce originalissima in ogni cosa che ha fatto.
Grazie, Giuliano, di cuore.
Com’eravamo “curiosi”, però eh? Ho scoperto per caso, Ives, ascoltando Albert Ayler (le marcette di New Orleans onnipresenti nei suoi brani)…da cosa nasce cosa. Le Variazioni piacevano ai bambini, perchè la musica, in casa era (è) molto vissuta. Uhmmm che mi commuovo, oggi è una giornata da lacrima facile
Le variazioni sono tra le cose più belle della musica, pensa a quelle che hanno scritto Beethoven, Mozart, Brahms… C’è chi dice che in fin dei conti tutta la musica è una Variazione su un tema, e secondo me è vero. (le “Variazioni su un valzer di Diabelli”, le “Variazioni su un tema di Haendel”, un catalogo infinito).
PS: secondo me, anche le donne sono una meravigliosa variazione su un tema dato. Non ce n’è una uguale all’altra, che meraviglia (spiegaglielo, ai chirurghi plastici!).
Uno dei grandissimi, secondo me. Non è il mio campo, ma potendo consiglierei anche Three places in New England e Central park in the dark. Come posso dire, sembra quasi che spostino l’asse spazio-tempo di chi sta ascoltando…
Vabbè.
Grazie, ma quanto siete bravi
Giuliano, potrebbe valere anche per i maschi, ma credo di non aver capito bene…
in senso positivo-ammirativo, of course!