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Il contribuente culturale

Per gli autori, già oggi, pubblicare un libro è un lavoro sostanzialmente gratuito. Gli autori che guadagnano con i libri, come dimostrano i dati forniti da Ferrari, sono una microscopica percentuale del totale. Gli altri lo fanno solo per contribuire alla cultura. Esattamente come lo farebbero con un blog: l’unica differenza è che con un libro possono avere un marchio editoriale accanto al loro nome. Ma questo, come appunto dice Ferrari, nella maggior parte dei casi non aggiunge alcun guadagno. Peraltro, un blog ha qualche probabilità in più di un libro di essere trovato da qualche persona interessata, mentre un libro di carta spesso non trova il suo lettore (nel 60% dei casi). Per gli autori, internet è una grande opportunità, dunque, e in effetti il boom di persone che pubblicano online lo dimostra. Luca De Biase (leggetevi il post, secondo me, buona informazione, in sintesi)

[mio il grassetto; sto ascoltando A. Copland, Concerto for Clarinet, Strings, Harp & Piano]

  1. giuliano
    1 Settembre 2009 alle 2:08 pm | #1

    Finché ho potuto, ho sempre comperato i libri dai Remainders, a metà prezzo: le copie invendute. C’erano pile altissime di romanzi e saggio nuovi, anche ben recensiti dai giornaloni che contanto… Questa considerazione la condivido in pieno, non è una novità ma fa bene dirla.
    Piuttosto va detto che questo del pubblicare e del farsi leggere è un nervo scoperto, toccare questo tasto su un blog è pericolosissimo – ma io ho già fatto danni altrove, mi fermo subito!
    :-)
    (il blog di Ange mi piace molto, anche se non condivido tutto è sempre una bella sorpresa quotidiana)

  2. 1 Settembre 2009 alle 6:50 pm | #2

    Piuttosto va detto che questo del pubblicare e del farsi leggere è un nervo scoperto, toccare questo tasto su un blog è pericolosissimo … bzzz bzzz senti l’elettricità. E’ vero ma a noi (io e te e può anche bastare) ci piace “fare danni” se ti ostini a chiamarli così.
    [Il blog di Ange mi piace molto e qualche volta non condivido quello che scrive: quando si tiene, ci pensa, fa la conformista, lei che è una appassionata raccontatrice di storie. Per questo:
    a) considerato come segno del destino il momentaneo incantamento-black-out della “montagna”
    b) assecondando una gomitite e
    c) approfittando di inderogabili viaggi che la portano nel nord del paese nonchè
    d) interpretati altri segni che non starà a raccontare…
    Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu, volta la carta
    A presto ;)

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