La macchina fotografica si deve essere bagnata dopo, quando siamo scivolati nel fossato, e dunque quella passeggiata inconsueta, nel centro storico, l’ho fatta prima. Ero sola, sicuramente, e mi sono fermata ad osservare le figure che erano comparse sui muri, sugli intonaci degli archi. Sul bianco della calce quei volti tornavano a prendere luce, come se due mani scostassero la polvere piano, per non rovinarli. Contadini, facce di contadini, colorate come disegni preistorici, uomini anziani, con pochi capelli e guance rugose, con l’espressione austera di chi si mette in posa. Poteva essere un cimitero, ma è la strada che porta a casa dei miei nonni paterni e infatti dopo ero seduta con loro giù nel sottano (u ius). Si stavano raccontando qualcosa, ma io ero distratta dallo schermo LCD che stava al posto dello specchio sul comò, contro la parete. Un televisore grande, nero lucido, da potersi specchiare, in questa stanza che ha raccontato e visto altre storie -pensavo- qui non c’è mai stata la televisione.
Ma il paesaggio che avevo davanti agli occhi dopo, quello sì l’avevo vista al tg regionale, un servizio sull’ILVA, e per fotografarlo sono scivolata nell’acqua del fossato. E allora sei arrivato tu, ma forse eravamo già insieme, due pellegrini che si recavano nella città eterna. Eri proprio uguale alla fotografia dell’avatar, stessa barba, stessi occhi, non mi sei stato d’aiuto mentre stavo in quell’acqua verdastra, cercando di venire fuori e la macchina fotografica mi è sfuggita di mano ed è caduta in acqua. L’ho riafferrata al volo, sotto, calando velocemente il braccio, tra le alghe. Spaventata, come una bambina, avevo pensato che potevano starci i coccodrilli. Ho dovuto fare tutto da me, con le mani e la macchina fotografica mi sono appoggiata a due spuntoni, con una forte spinta, prima un ginocchio e poi l’altro, mi sono fatta male, ma sono riuscita a risalire, a raggiungere il bordo della strada: a destra le ciminiere e il fumo tossico, a sinistra sul colle, le vestigia di caput mundi, davanti la strada, all’orizzonte la Piazza.
nov
7
2010