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Sono rimasta bambina per il 77%

Bambino in positivo. Le tue risposte al test mostrano che una parte di te è rimasta inalterata rispetto alla tua infanzia: questo ti permette di cogliere alcune sfumature della realtà e della vita che a molti sono precluse, di percepire eventi e occasioni in modo spontaneo e privo di condizionamenti “adulti”, di esprimere i tuoi sentimenti e le tue emozioni con sincerità, ma non per questo senza il dovuto pudore. Ti trovi particolarmente a tuo agio con i bambini e loro ti apprezzano molto, perché la tua capacità di tornare bambino insieme a loro fa sì che tu ti ponga al loro pari, senza perdere comunque di vista le responsabilità educative e affettive che hai nei loro confronti. Allo stesso modo rispetti le convenzioni date dall’appartenenza al mondo degli adulti nelle altre sfere esistenziali. Non smettere mai di coltivare questi aspetti di te.

[via Stefania]

Noi siamo creature del sole, noi uomini e donne. Amiamo la luce e la vita. Ecco perchè ci affolliamo nei paesi e nelle città, e la campagna diventa ogni anno sempre più deserta. Alla luce del sole — nelle ore del giorno, quando la natura è viva e tutta affaccendata intorno a noi, amiamo abbastanza le apriche colline e i boschi profondi; ma la notte, che la nostra madre terra s’è addormentata, lasciandoci svegli, ahi! il mondo ci sembra così desolato, e noi abbiamo paura, come bambini in una casa silenziosa. Allora ci sediamo a singhiozzare, e bramiamo le vie illuminate dal gas, e il suono delle voci umane e la corrispondente pulsazione della vita umana. Ci sentiamo così soli e così piccini nella gran calma, quando gli alberi bui stormiscono al vento notturno. Vi sono tanti spettri in giro, e i loro taciti sospiri ci fanno sentir così tristi. E ci raccogliamo nelle grandi città, e accendiamo dei grandi falò d’un milione di becchi di gas, e gridiamo e cantiamo insieme per darci coraggio!

[Tre uomini in barca (per tacer del cane) ]

 

pescatore

Veramente, non avevo nessuna fretta nemmeno io, non più di loro.
Ero come arrivato al momento, all’età forse, in cui sai bene cosa perdi a ogni ora che passa.
Ma non hai ancora acquistato la forza della saggezza che ci vorrebbe per fermarsi di botto sulla strada del tempo e poi comunque a fermarsi non si saprebbe nemmeno cosa fare senza questa follia d’andare avanti che ti prende e che fai tua sin dalla giovinezza.
Già sei meno contento di lei, della tua giovinezza, ancora non osi confessare pubblicamente che forse non è che quello la tua giovinezza, lo zelo di invecchiare.
Scopri in tutto il tuo passato ridicolo tante di quelle ridicolaggini, inganni, credulità, che vorresti forse smettere di colpo d’essere giovane, aspettare che la giovinezza si distacchi, aspettare che ti sorpassi, vederla andarsene via, allontanarsi, guardare tutta la sua vanità, toccar con mano il suo vuoto, vederla ripassare ancora davanti a te, e poi tu andartene, essere sicuro che se ne è proprio andata la tua giovinezza e in gran tranquillità, per conto suo, tutto suo, ripassare piano piano dall’altra parte del Tempo per guardare davvero com’è che sono la gente e le cose.
Lungo le banchine i pescatori non prendevano niente.
Non avevano neanche l’aria di tenerci molto a prender pesci.
I pesci dovevano conoscerli.
Restavano tutti là a far finta.
Un delizioso ultimo sole conservava ancora un po’ di tepore intorno a noi, facendo saltare sull’acqua piccoli riflessi intagliati d’azzurro e d’oro.
Di vento, ne arrivava di freschissimo dalla riva di fronte attraverso i grandi alberi, sorrideva il vento, si chinava attraverso mille foglie, in raffiche dolci.
Si stava bene.
Due ore piene, si è restati così a prender niente, a far niente.

[Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte]

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