O della memoria corta e dell’oblio.

Mio padre, ha 77 anni, dice che gli Italiani sono di destra, anzi, siccome chiama le cose con le parole semplici, dice “fascisti”.
E poi, precisa “mussoliniani” e spiegando, ulteriormente “agli Italiani piace essere comandati”.
Lui quel periodo lo ha vissuto, da bambino e poi ragazzo, come “osservatore” ingenuo e semplice che registrava quanto accadeva.
Ha visto il trasformismo italico: l’apparente mutamento di mentalità.
Diventato grande, socialista, sindacalista, ma soprattutto uomo attento e raziocinante, non ha mai smesso di vedere, oltre l’apparenza quella antica appartenenza.
Alla logica del popolino, come lo chiama lui. Quello pronto ad applaudire il primo che gli fa credere ciò che vuole. Il popolino smargiasso, capace di negare l’evidenza. Che vuole essere lasciato in pace a farsi i propri affari e che le responsabilità se le prenda qualcun altro. Il popolino riverente verso i don, signori e monsignori.
Devono conoscerlo molto bene anche certi personaggi che da un ventennio a questa parte fanno la loro parte sulla scena “dell’antipolitica”.
Sempre mio padre, aveva ravvisato, da subito in Berlusconi, quel modello che incarna il nostalgico gusto politico degli italiani. Gusto per l’abbuffata e la spacconeria.
Negli ultimi tempi la situazione è precipitata, c’è il trionfo dell’antipolitica. [D’altro canto, se nessuno fa la politica!]
E l’antipolitica ha le sue sedi: piazze e finestre. I suoi rituali: chiamate a raccolta e adunate. E le sue manifestazioni: armi (da trovare) stadi da distruggere, cassonetti e monnezza da incendiare.
Le rivolte.
Tutti minimizzano, si fanno le battute, si ironizza sull’imbecillità di Bossi, perché nessuno ricorda che in Italia, negli anni settanta, ci sono state le rivolte popolari, con morti e feriti.
Ve la ricordate “Boia chi molla” a Reggio Calabria?
Me ne ero dimenticata anch’io. Ne ho ritrovato traccia in questo articolo.
In questi giorni, vaste zone della Campania sono in rivolta. Non ci è ancora scappato il morto. Ma la situazione ricorda tanto certi avvenimenti di cronaca efferati. Un lui (sempre un uomo) che fa strage della propria famiglia. Tutti a chiedersi come si è arrivati a tanto. Eppure tutti sapevano che era violento e persino i carabinieri avevano ricevuto segnalazioni.
All’improvviso, tutti perdono la memoria.
La domanda, anche per la politica e la convivenza civile è la stessa. Ma come si è potuto arrivare a questo punto?
Mio padre dice che la sinistra non doveva permettere lo sdoganamento del “Mis” (MSI) e che Veltroni è molto stupido a dare credibilità a Berlusconi. Perché quelli non sono mai cambiati e che è presunzione (o malafede) pensare di sostituirsi alla storia.
Mio padre. Continua a fare il contadino e a ragionare sulle cose della vita.
Ha pure una buona memoria.