[Che CONFUSIONE]

Non avevo perso il segnale.
Un lapsus.
Una preveggenza.
Mi sono salvata dalle celebrazioni, commemorazioni. Quelle che “noi siamo la Storia” e le altre oh! “che storie”.
La mimosa, da parecchi anni fiorisce prima.
Cloe in televisione, però, l’ho ascoltata. La Cloe, che simpatica, ha detto poche parole, con voce roca. [Fuma troppo!]
Sta meglio bionda, vero? Il colore chiaro, dei capelli ringiovanisce.
Il capello scuro appesantisce” dice il mio parrucchiere. Ha ragione. Berlusconi si ostina a non capirlo. Cioè, si ostinava. Se state attenti, da un po’ di tempo, quando va da Vespa, ostenta una capigliatura bicolore. Sulla fronte e sulle tempie, castano chiaro, dietro marrone bruciato (con virata verso il “nero cozza”).
Vi ricordate Zed, l’uomo Robot di “Pronto Raffaella“?
E’ uguale a lui! (Anche perchè, poi, per nascondere l’avvizzimento, è costretto a chiudere il collo della camicia sotto il mento. Quando si muove, pare una testa su una sagoma di cartone, come quelle dei luna park.)
Effettivamente il colore più chiaro lo ringiovanisce.
Ma non devono riprenderlo di profilo, perché l’illusione scompare.
Come nelle due inquadrature delle figurine che si trovavano nel formaggino Mio
.
Si possono vedere due immagini.
Di fronte si può vedere Silvio della discesa in campo (1994), di lato il Cavaliere del 2006.
La verità è che ha settantuno anni.

Ho visto Tremonti (da Santoro); unto, pure lui, dal Signore. E’ mancato poco che parlasse dell’economia della felicità.
Sono continuate le dispute sulle liste e sui candidati.
Il narcisismo senza limiti ha travolto, (pur di mostrare che è più bravo di altri), Diliberto. Ha ceduto il suo posto, di candidato, a un operaio (sindacalista).
Ho già scritto qui, che i candidati sono stati scelti, come “icone del programma”.
Carofiglio Gianrico dove lo ascrivo, nella categoria scrittori o nella categoria ex magistrati. In caso di vittoria farà il sottosegretario alla giustizia o alla cultùra?
Il mondo va a rovescio ripete più d’uno.
Veltroni parla come Berlusconi nel ‘94 e Berlusconi come Prodi nel 2006.
La verità è che se potessero, perderebbero le elezioni. Troppo complicato governare questo Paese.
Pensate a tutti quelli che andranno a battere cassa dal Cavaliere, il giorno dopo la vittoria: servizi segreti, evasori, secessionisti. Altre liste, altri candidati.
Veltroni non vince. Ma sorride, tanto.
Uno dice dell’altro che è “diplomato in fiction” e si scorda che lui le interpreta e produce.
In effetti il modello di riferimento è la televisione.
Sino a un certo punto, la gara riguardava l’accaparramento dei nomi famosi che facevano audience, poi si è passati al reclutamento dei “noticchi” o sconosciuti.
Costano poco e illudono tanto, di poter diventare come loro.
Tra cinque anni (se la legislatura tiene) per le liste, i candidati al Parlamento saranno scelti, facendo il casting, come per i reality.
La società civile.
Pensiamo che la società sia migliore di chi ci governa.
Poi, in Parlamento, mandiamo i peggiori (e la legge elettorale non c’entra).
Se ci dicessimo che questa società fa schifo e dovrebbe avere il coraggio di mandare in Parlamento, gente che non sia la sua immagine, ma sia migliore di essa?
Quelli capaci di decidere, impopolari, come ha detto Attali (da Fazio, domenica sera)?
Se la smettessimo di “inventarci” classi e categorie, pur di tenerci aggrappati a considerazioni, analisi in cui riconoscerci, individuarci, che ci mantengono “avanguardie” per tutta la vita, ma che non raccontano niente di quello che succede, veramente, fra quelli che fanno gli operai o le commesse o gli studenti?
La memoria ci sostiene e ci guida, è la nostra identità, non un posto dove [sopra]vivere.

Capolista per il PD
Massimo Dalema*

Capolista per IDV
Antonio di Pietro

Capolista per la Sinistra Arcobaleno
Alfonso Pecoraro Scanio

*Capolista pure in Campania

[...Trovo molto interessante
la mia parte intollerante...]

I limiti della politica italiana si evidenziano, in campagna elettorale. L’attenzione dovrebbe essere rivolta ai programmi dell’uno e dell’altro candidato, alla loro reale fattibilità. Invece tutti i media, compreso internet e i blog, inseguono le notizie riguardanti le alleanze delle due coalizioni e la composizione delle liste.
Colpa della “porcata” elettorale.
Pure della composizione elettorale del popolo italiano. Un popolo più o meno diviso a metà, dicono tutti; anche un singolo voto ha la sua importanza.
Capite bene come può risultare decisiva la scelta dei candidati.
[Anni fa sono stata candidata del PCI. Non ero iscritta; speravano nel pacchetto di voti socialisti di mio padre. Tutte le candidature erano state scelte seguendo criteri meticolosi. Veniva fatto un censimento delle famiglie, dei mutuati, dei clienti. Sarebbero tornati utili pure il giorno delle votazioni, per controllare chi non si era ancora recato a votare, per sollecitarlo. Immagino, che con internet e un buon programma, la simulazione riesca anche meglio.]

Mancano le preferenze, in questa legge elettorale.
Il PD vuole dare un segnale forte, di discontinuità con il passato [governo].
I candidati devono, come icone, rappresentare la società civile. Devono evocare i punti del programma.
Credo che vadano considerate, in questo senso, le composizioni che si vanno delineando.
Per prima cosa, va detto che a dettare l’agenda - una volta tanto - è la coalizione opposta a Berlusconi.
La corsa solitaria di Veltroni ha dato l’opportunità al Cavaliere di fare fuori l’alleato più debole, Fini.
Tutto il quadro politico, si è riposizionato. Pdl a destra. Storace e Santanchè hanno riacceso la fiamma. Al centro, prima si moltiplicano, poi tentano la reductio ad unam [il solito cetaceo].
C’è qualche cecchino solitario.

Il PD si è allargato all’IdV, a Di Pietro.
Tonino è molto simpatico ai giovani. E’ un buon guardiano, per la moralità del partito. Sicuramente, con la tranquillità del dopo elezioni confluirà definitivamente, nel PD.
Veltroni ha deciso di prendersi anche i radicali “laicissimi”, con l’esclusione di Pannella.
Walter è un bravo ragazzo, gentile ed educato, non può essere inospitale anche con la Binetti e Carra. Già ha dovuto sopportarsi “il cazziatone” e “il malaugurio” del Santo “Badrono” di Avellino, non può inimicarsi pure lo Spirito Santo. Certo, poteva fare uno scambio, come per le figurine dei giocatori. Dare alla Rosa Bianca la Binetti e Carra in cambio di un Tabacci.
Altro segnale di discontinuità è l’esclusione dalle liste, dei candidati con procedimenti giudiziari o condanne.
Dentro, invece, giovani e società civile. Il Prefetto di Reggio Calabria, Pietro Ichino, Colaninno e l’operaio della Tyssen.
Le icone del programma.
Veltroni è stato chiaro, vuole la pacificazione e lo sviluppo, per l’Italia; o, come ha scritto qualcunoper non sbagliare” tra padrone e operaio, li candida entrambi.
Capolista in Lazio, una giovanissima ricercatrice, in Lombardia, Veronesi.
E’ vecchio, è stato già ministro”. “Perché questo sì e De Mita no?”. Si obietta.
Elementare! Veronesi è il sostenitore del testamento biologico.
Intanto Visco, Violante e Amato si sono ritirati, Rutelli vuole tornare in Campidoglio. Bassolino ha da fare.
Se rinunziasse anche Dalema, il PD vincerebbe le elezioni.
Anna Finocchiaro.
Ci stiamo privando di una bravissima (e bellissima) donna della politica italiana.
Siciliani, tenetene conto.
E il PD è sistemato.
A destra, Berlusconi, si è raffreddato e non può uscire, per fare acquisti. Gli tocca pescare tra i dipendenti, del Bagaglino, di grande Fratello. Riprendersi qualche ex (affine e dipendente). Katia Noventa, valore politico: ha intervistato Fidel Castro.
Più lungimirante, e con un gran senso dello stato, Fini si prende Speciale per la Giustizia e Betulla per gli Interni.
I candidati con procedimenti giudiziari o condanne, sono prigionieri politici.
Sull’apparentamento di Ferrara, Fini ha posto il veto. Anche per la corsa a sindaco di Roma. Persino la Chiesa considera l’elefantino, estremista.
Nessuno ha capito il vero dramma di quest’uomo. Si annoia.

Infine, Mastella!
E’ rimasto come “la zita di Ceglie”*.
Bisogna sistemarlo.
Mandiamolo a Uomini e Donne, a fare il tronista.
Una poltrona la trova.

*“Restare come la zita (sposa) di Ceglie”, è un modo di dire. Ricorda la vicenda di una ragazza di Ceglie, già frazione, ora “ridente quartiere” di Bari che, dopo tutti i preparativi per il matrimonio, rimase sola sull’altare.