Ci sono strade

Camminare aiuta a dimenticare. Una quantità imprecisata di pensieri nascono e si moltiplicano a partire dalla vista di un albero o da un pezzo di marmo segnato, da un cornicione o da una scritta sulla barca, dall’orlo di una gonna o dall’intarsio su una imposta di legno. Da un fermaglio che trattiene i capelli, dalla perla che fora il lobo, dal briacciale che tintinna. Da quello sguardo appena sfiorato, di quella ragazza seduta a fianco del guidatore, nella macchina che hai incrociato. Da quell’eritema sulla pelle arrossata, dall’espressione del manichino, dietro la vetrina.
Nella camminata i pensieri si prendono qualsiasi libertà, non hanno obblighi, non devono rendere conto.
S’inventano qualsiasi storia.
Se proprio non riesci a fare meno della memoria, di ricordare, abbandona la strada e ostinati a cercare la bottega, piccola.
- Ti ricordi? C’erano due anziane signore molto truccate dietro il bancone, era una pasticceria. Comprammo due paste piccole, farcite di crema al limone e alla fragola e tornammo mangiando all’imbarcadero.
Impuntati a cercare quel vecchio sentiero.
- Raccogliemmo il caprifoglio, me lo ricordo bene e tu mi dicesti meglio questi rami con le radici, li piantiamo in giardino.
Bloccati a ritrovare quella piazzetta con la fontana di ghisa in fondo alla strada, proprio sul mare.
- Avevamo sbagliato strada, c’era la luna piena, tornavamo da quel matrimonio.
Non le ritrovi le strade secondarie, trovate per caso.
Buon viaggio hermano querido, Modena City Ramblers
A parole tue