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Articoli taggati ‘scrittura’

Profile: cool

21 Agosto 2009 2 commenti

La resa

17 Agosto 2009 6 commenti

fan

Con il termine resa, in chimica vengono indicate diverse figure di merito che fanno riferimento alla quantità di prodotto che si è riusciti ad ottenere da una reazione chimica. Si hanno le seguenti definizioni: 

resa assoluta: indica i grammi o le moli di prodotto che si è ottenuto da una reazione chimica

resa relativa (o resa percentuale): frazione o percentuale di prodotto ottenuto rispetto alla quantità teoricamente ottenibile.

In genere quando si parla di resa si fa riferimento alla nozione di “resa relativa”.  La resa relativa è quasi sempre minore del 100%, a causa dello sviluppo di reazioni chimiche indesiderate (concorrenti o consecutive), che consumano i prodotti o i reagenti della reazione principale, oppure a causa di perdite di prodotto per altre ragioni legate alla tipologia costruttiva dell’impianto .

L’aumento della resa chimica può essere raggiunto tramite l’utilizzo di catalizzatori (i quali modificano le velocità di reazione in gioco, favorendo il procedere della reazione chimica principale), operando in una situazione di eccesso di reagenti, modificando la temperatura o la pressione del sistema.  Via Wikipedia

Bonita, Paula & Jaques Morelenbaum

Non perdiamoci di vista

27 Giugno 2009 Lascia un commento

La forza dell’eremita si misura non da quanto lontano è andato a stare, ma dalla poca distanza che gli basta per staccarsi dalla città, senza mai perderla di vista.

Oppure  il solitario scrittore è raffigurato nel suo studio, dove San Girolamo, se non fosse per il leone, si confonde facilmente con un Sant’Agostino: il mestiere dello scrivere uniforma le vite individuali, un uomo allo scrittoio assomiglia a ogni altro uomo allo scrittoio. Ma non solo il leone, altri animali visitano la solitudine dello studioso, discreti messaggeri del fuori: un pavone (in Antonello da Messina, a Londra), un lupacchiotto (in Dürer, altra incisione), un cagnolino maltese (in Carpaccio, a Venezia)

In questi quadri d’interno, ciò che conta è come un certo numero d’oggetti ben distinti si dispongano in un certo spazio, e lasciano scorrere la luce e il tempo sulla loro superficie: volumi rilegati, rotoli di pergamena, clessidre, astrolabi, conchiglie, la sfera appesa al soffitto che mostra come ruotano i cieli (al suo posto in Dürer, c’è una zucca). La figura del Sangirolamo-Santagostino può star seduta nel mezzo della tela, come in Antonello, ma sappiamo che il ritratto congloba il catalogo degli oggetti, e lo spazio della stanza riproduce lo spazio della mente, l’ideale enciclopedico dell’intelletto, il suo ordine, le sue classificazioni, la sua calma.

O la sua inquietitudine: Santagostino, in Botticelli (agli Uffizi), comincia a innervosirsi, appallottola fogli dopo fogli e li butta per terra sotto il tavolo. Anche nello studio dove regna la serenità assorta, la concentrazione, l’agio (sto sempre guardando Carpaccio) passa una corrente di alta tensione[...]Dentro lo spazio interiore cova un annuncio di terremoto[...] Oppure sono i boati del fuori che fanno tremare le finestre? Come solo la città dà un senso all’ispido paesaggio dell’eremita, così lo studio, col suo silenzio e il suo ordine, non è altro che il luogo dove si registrano le oscillazioni dei sismografi. (I. Calvino)