La Cacania

[O dell’uomo colto]

La Cacania infatti era il primo paese, nell’attuale periodo dell’evoluzione, al quale Iddio avesse tolto il credito, il piacere di vivere, la fiducia in se stesso e la capacità di tutte le nazioni civili di diffondere la vantaggiosa illusione che esse abbiano una missione da adempiere. Era un paese intelligente e albergava persone colte; come tutte le persone colte in tutti i luoghi della terra, costoro s’agitavano in una spaventosa confusione di rumori, velocità, innovazioni, controversie, e tutto il resto che fa parte del paesaggio ottico e acustico della nostra vita, senza poter giungere a uno stato d’animo ben definito; come tutti gli altri, anch’essi leggevano e sentivano ogni giorno qualche dozzina di notizie che li facevano orripilare, ed eran pronti a mettersi in moto, a intervenire, ma non ci arrivavano mai, perché, un momento dopo, l’eccitazione era già scacciato da un nuovo eccitamento; come tutti gli altri, anch’essi si sentivano circondati da delitti, ammazzamenti, passioni, spirito di sacrificio, grandezza, che in qualche modo avvenivano nel gruppo formato intorno a loro; ma non potevano accedere a queste avventure, perché erano imprigionati in un ufficio, in una professione; e quando verso sera tornavano liberi, la loro tensione, di cui non sapevano più cosa fare, esplodeva in divertimenti che non procuravano loro nessun divertimento. ..Non sapevano più dove andasse a finire il loro sorriso, il loro sospiro, il loro pensiero.

Perché avevano sorriso e pensato?

Le loro opinioni erano casuali, le loro inclinazioni esistevano da un pezzo, in qualche modo tutto era già nell’aria, come uno schema in cui si entra…In tal modo l’uomo colto era colui il quale sentiva la presenza di una colpa che aumentava sempre più e che egli non avrebbe potuto mai cancellare; era l’uomo che vedeva la bancarotta inevitabile, e accusava il secolo in cui era costretto a vivere, benché ci vivesse volentieri come qualunque altro; oppure si gettava con il coraggio di chi non ha niente da perdere su ogni idea che gli promettesse un cambiamento.
[Robert Musil, L’uomo senza qualità – Einaudi, Vol primo pag 600-601]

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2 commenti su “La Cacania

  1. certo, sono due volumi, quasi 2000 pagine; figurati, ho letto Guerra e Pace (e fin qui…) ma anche I Buddenbrook. Ok, Musil non è proprio leggero, ma ci sono libelli di poche pagine, più pesanti dei marroni, da digerire.

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