Il curioso caso

Il curioso caso di Benjamin Button è un film plurinominato per gli Oscar (mi pare non ne abbia preso, manco uno) tratto da un racconto di Scott Fitzgerald che non ho letto, nè ho visto il film.

Stamattina Gennaro Carotenuto, su Giornalismo partecipativo, scrive 

 Ma porca miseria: questo è un superclassico della letteratura per l’infanzia italiana.

E’ “Pipino nato vecchio, morto bambino”, di Giulio Gianelli. Ma le vostre nonne non ve lo raccontavano?

A me no, e ho avuto pure un bisnonno centenario.  E voi?  C’è qualcuna/o che conosce questo classico e il suo autore?

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14 commenti su “Il curioso caso

  1. Si , mia madre lo ha letto da bambina e me lo citava sempre, non sa più dive ha conservato il libro,anzi è sicura sia andato perso nei traslochi.

  2. Se è per questo, Veltroni è morto ancor prima di nascere! … comunque, ho letto il libro di Gianelli a otto anni, nel luogo più adatto, in collegio a Spoleto, circa quarantacinque anni fa: faceva parte della biblioteca interna dell’istituto, ma, ovviamente, come si dice, ora non è più “reperibile”, è “disperso”; ne ho sempre avuto un ricordo piuttosto vivido, anche se non particolareggiato, tant’è vero che l’ho spesso citato e ricordato come una lettura curiosa e, all’epoca,anche inquietante.

  3. Ciao Roberto 🙂
    A proposito di Veltroni, l’ho visto in questo blob , insomma è da quando ha diciotto anni che sta sulla scena politica. “Figlio di” (sono tutti figli di, in Italia) l’ha spinto verso cose non sentite (non è portato).Magari s’aveva un bravo regista in più, per dire 😉
    Pure inquietante ‘sto Pipino, ma che storia sarà?

  4. Ciao Ange!
    che dire …? inquietante per l’argomento e per il titolo. Come ho detto, non ne ho un ricordo particolareggiato; ma i bambini, contrariamente a quanto intende il senso comune, percepiscono profondamente il senso e la dimensione della morte: è molto probabile che questa lettura “amena”, come si diceva all’epoca, abbia molto colpito e turbato la mia sensibilità infantile di orfano, lontano da casa e in un luogo dalla disciplina paramilitare/paraconventuale. Adesso che ci penso, magari è possibile trovarlo su qualche bancarella o attraverso internet! mi piacerebbe rileggerlo …!

  5. finalmente qualcuno se n’è accorto…
    io so del libro di Giannelli anche se non l’ho mai letto…anche perchè difficilmente reperibile.
    Poi il testo ha probabilmente ispirato il grandissimo Gianni Rodariin “C’era due volte il Barone Lamberto” che ha un finale (ovvero non cel’ha)senza dubbio meno angosciante.
    Bisognerebbe fare qualcosa per restituire, al dimenticato Giannelli la sua geniale idea.
    E’possibile che non sappiamo difendere la nostra cultura????
    grazie di cuore
    Catia

  6. Gentile tu, Catia 🙂
    Hai ragione, io non sapevo neppure chi fosse questo signor Giannelli, un grande ispiratore (e non gli hanno neppure pagato i diritti). Bisognerà chiedere a qualche editore o alla città di Torino 😉

  7. Sulle affinità tra Benjamin Button di Fitzgerald e Giulio Gianelli vorrei segnalare questo mio videoarticolo di presentazone di un saggio di prossima pubblicazione, a cura della ricercatrice letteraria Patrizia Deabate:

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