Berlinguer [non lotta insieme a noi]

No, Berlinguer non è un buon modello per rigenerare la sinistra, e farla laica forte e riformatrice. Vittorio ZambardinoPerchè non mi piace il revival di Berlinguer“, puoi leggere le sue considerazioni su Disambiguando

Penso le stesse cose (in merito alla mancanza di una sinistra laica e, ahinoi, all’omicidio Moro) da tempo, infatti non sono mai stata del PCI e di quel partito, eventualmente, ho apprezzato altri esponenti.

Annunci

9 commenti su “Berlinguer [non lotta insieme a noi]

  1. No, io sto con il PCI di Berlinguer! 🙂
    Del discorso di Zambardino tengo buono quasi solo questo: “Chiariamo una cosa, qui per brevità salto tutto il bene che si potrebbe dire di quest’uomo e del partito da lui diretto.”
    Col vecchio PCI non avremmo mai avuto tutti questi precari. E’ questo che si rimpiange, il nostro avvenire e quello dei nostri figli. E penso che anche i vecchi DC avrebbero messo più tutele sui lavoratori e sui disoccupati.

  2. Berlinguer parlava poco, ma ragionava tanto.
    Non seguiva la moda ed era lontano miglia dalla logica dell’apparire.

    Berlinguer guidava un popolo, eppure era timido ai comizi.
    A me uno come Berlinguer manca tanto o meglio, credo che ci possa essere qualcuno con la stessa caratura, ma diverso.

    Credo ci possa essere, ma ancora non lo vedo e credo che sia difficile uscire dalle logiche di partito che girano intorno ai soliti Bersani, D’Alema, Prodi, Veltroni.

    Tutti già bruciati…

  3. Io non sono così ottimista, al riguardo, Giuliano. Resto dell’opinione che il PCI fosse un partito con una identità parzialmente e confusamente laica, aspetto – per me – fondante per un partito di sinistra. Trovo che l’ossessione per il consenso cattolico l’abbia svuotato di prospettive. Tralascio la sua organizzazione, bloccata e verticista, l’organizzazione del consenso, il rapporto con la società civile (faremmo notte). Falloppio, tutto il rispetto, però – secondo me – una maggiore riflessione e una una visione laica e non asservita alla DC avrebbe sicuramente salvato un uomo (e nella mia visione del mondo, come si diceva una volta, non c’è niente di più importante di una vita) e, forse, avrebbe potuto cambiare il corso della storia.

  4. Ah, dimenticavo, la tiritera.
    Zambardino ha rilevato un aspetto che non va sottovalutato, quello della doppia morale.
    Parlo solo di quello che conosco, ripeto, non sono mai stata una militante. Il partito dall’84 continua ad avere le stesse facce e la stessa organizzazione. Funzionari che, dopo aver fatto tutti i giri da consigliere o assessore, vengono sistemati a dirigere uffici pubblici senza le dovute competenze. L’apertura alla società civile alla fine si è risolta in una compilazione di liste elettorali con i notabili che portavano voti. Certo hanno potuto governare in molte città, ma al prezzo di quanti scandali e voltagabbane!

  5. Cara Ange, sto sul pratico, molto con i piedi per terra: la presenza di un PCI al 35% ha portò all’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, 1969-70. Che è stato importantissimo, perché prima di allora gli operai se la passavano male – il “boom” c’era già stato ma soldi e tutele se ne erano visti pochi. Poi ci hanno convinti, come nei film di Fantozzi, che eravamo anche noi ricchi. Il risultato è che oggi ammalarsi o aspettare un bambino significa perdere il posto di lavoro, perché lo Statuto è stato svuotato dalle leggi che hanno introdotto (reintrodotto…) il precariato, facendoci tornare agli anni ’40 o forse ancora più indietro.

    Queste mi sembrano le cose importanti. Per il resto, posso anche essere d’accordo con te, ma quelle ormai sono cose che interessano soltanto gli storici: qui al Nord votano tutti Lega, la doppia morale è diventata una morale unica (“faccio quello che mi pare”). Quando si “rimpiange Berlinguer” si rimpiange una maggiore coscienza ed attenzione alle cose importanti, in primo luogo al lavoro e alle sue tutele.
    Scusa la lunghezza!!!
    ciao
    Giuliano

  6. berlinguer si trovò a guidare il partito in anni particolarmente difficili. non seppe cogliere quanto di nuovo usciva dagli anni 60 e al pericolo di una destra golpista rispose con il compromesso storico. e quella politica fallì. poi però alla fine della sua parabola politica seppe individuare tre temi fondamentali per il futuro. la questione dello sviluppo sostenibile (con il discorso sull’austerità), la crisi dei partiti diventati comitati d’affari (con la questione morale) e il problema del lavoro (con il referendum sulla scala mobile). io penso che queste tre cose siano il lascito più importante (e più disatteso dai suoi eredi) di berlinguer.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...