Senza tregua

Io non condivido l’invito” del Presidente della Repubblica ad una tregua in vista del G8. Per le stesse ragioni che spingono Napolitano all’appello:  senso di responsabilità e rispetto per le Istituzioni

E’  tardiva la preoccupazione  per le cattive figure, richiamando (solo) l’informazione al senso di responsabilità, in presenza di un irresponsabile Presidente del Consiglio che (senza tregua) sistematicamente calpesta e si fa beffe delle Istituzioni e che da un po’ di tempo ci mostra il letto grande in piazza. Altro che buco della serratura

 [Già che c’era, invece, Napolitano poteva provare a dare una risposta alla lettera di Rita Cle­menti, la ricercatrice che scoprì i geni del linfoma, costretta a scappare all’estero]

 

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12 commenti su “Senza tregua

  1. sì, sono d’accordo anch’io. Anche perché poi così sembra che “sono tutti uguali”, come si vuol far sembrare e come ripete sempre la gente (da Napolitano si pretende qualcosa in più, anche se a pensarci bene è già un miracolo avere almeno lui…)

  2. ancora una volta napolitano perde un’occasione, invece di difendere la libertà di stampa, si nasconde dietro il dito dell’impegno internazionale.
    d’altra parte visto che ha firmato il lodo alfano…

  3. Anche io sono d’accordo con te Angela.
    Non è giusto salvare sempre la faccia di uno che la faccia non ce l’ha al posto in cui l’hanno tutti…… e per salvare che cosa poi, le istituzioni? Ma oramai siamo lo zimbello di tutti: ci vorrebbe una presa di posizione seria verso chi ci sta infangando, sarebbe molto più utile…

  4. Pingback: Napolitano: “Stop alle polemiche fino al G8″. Ma Di Pietro non ci sta. E non è l’unico » Panorama.it - Italia

  5. Purtroppo non mi riesce più di navigare con la stessa voglia di notizie diverse, troppo si è standardizzato il far sapere in un’unica direzione.
    Appoggio completamente il tuo punto di vista ma sono tremendamente sconsolato e mi mancano le parole.
    Sentir buttare ai quattro venti, con orgoglio, parole che mi indignano profondamente e notare sorrisi e applausi dopo che viene calpestato ciò che di umano dovrebbe trovarsi in ognuno di noi, mi fa desiderare un’overdose di qualche medicinale contro il vomito e il riflusso gastrico.
    Persone che danno del gay a muratori solo perché, nel cantiere non si notano volti femminili, ovviamente con l’intento, pronunciando quel vocabolo, di amorevolmente sfottere.
    Persone che dichiarano fuorilegge, da un giorno all’altro: 850000 individui (stima ufficiale, in realtà mi sa che hanno contato solo quelli che vedevano direttamente dal loro ufficio), presumibilmente altre centinaia di migliai di italiani che hanno fornito loro un lavoro e altrettante che hanno fornito un alloggio, senza almeno costruire delle provvisorie carceri all’aperto, magari in tendopoli (ci stiamo abituando).
    Non ce la faccio, non li reggo più, non dico che l’immigrazione incontrollata sia da lasciar a se stessa, troppe sono le persone che se ne avvantaggiano nell’illegalità (la stragrande maggioranza di loro è nostra connazionale), ma colpire delle persone in quanto viventi in una particolare condizione già nel momento della nascita, mi sembra veramente troppo. Di fianco a ciò, istituire legalmente delle “squadracce”, serve a grattare con le unghie il fondo del baratro, per scendere ancor più giù.
    Lo so, sono tremendamente negativo, non tanto da fuggire, uno sprazzo di umano mi resta tra le sinapsi, attendo momenti migliori per, dapprima, sentirmi meglio; sono troppo concentrato sulla crisi che ha preso il mio settore lavorativo e barcamenarmi in questo caos mi assorbe troppe energie e risorse, ma ti giuro, mi riprenderò, e post come il tuo, con quelle poche parole, riaccende quel lume di coscienza che tende ad affievolirsi.
    Per ora ti lascio il pensiero sul quale mi son fermato.

    IMBUTI AL CONTRARIO
    Sta nevicando
    sui miei pensieri.
    Una staccionata
    di pali scheggiati
    racchiude
    la mia stanchezza.
    Inseguo regole difficili
    diluite con inganno
    da persone vuote
    che le imbottigliano
    con imbuti al contrario.

    Un abbraccione

  6. Grazie Max, per tutte le parole. Non credo che siamo capaci di affievolire la coscienza, anche se duole. Bisogna coltivare la rabbia, forse, trasformarla in “qualcosa” piuttosto che volgerla ad impotenza. Non lo so.
    Abbraccio fortissimo

  7. Vero Angela, ma ogni tanto vien voglia di scuotere le mani per farle rilassare un po’, le nocche, quando a furia di serrar i pugni imbiancano, necessitano di riposo, soprattutto quando ad ogni volger di sguardo non si fa altro che notare bocche spalancate ad ascoltar cazzate.
    Passa, passa, dammi tempo.
    Un abbraccio

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