Lei ha la notte

Dolce Luna, Fabrizio De André

la notte

Quando ero bambina, d’estate, stavo con la nonna che prendeva la casa al mare, perchè il nonno doveva fare le sabbiature.
Avrò imparato allora ad amare la notte: i grandi andavano al bar a bere o a giocare a carte, le più giovani davano appuntamento, sotto casa, ai ragazzi che avevano appena conosciuto. Noi bambinette facevamo finta di dormire ma non ci perdevamo una parola e soprattutto imparavamo ad interpretare i silenzi.
Molti anni dopo, ma non ero ancora maggiorenne, tornai in villeggiatura in quei posti, questa volta in una villetta borghese. La nonna invece affittava tre camere bianche – il mare si vive al mare, che bisogno c’è di avere tante stanze e il giardino
Quest’altra aveva anche il campo da tennis, sport in voga in quegli anni. Io ero anarchica, non avevo ancora letto Marx, solo Il Manifesto mi pare, ero carina e i ragazzi si facevano strane illusioni sulla radice “comune” delle ragazze comuniste. Anche gli adulti però, soprattutto le signore annoiate e incuriosite.
Ero lì perchè facevo la baby sitter a una deliziosa bimba di un anno e così, dopo averla fatta addormentare, tornavo in giardino. Le parole che riempivano quelle notti erano diverse da quelle ascoltate un tempo e i silenzi non dovevi interpretarli, erano imbarazzanti, ma le storie erano sempre le stesse. In lontananza si sentivano le canzoni di Fred Bongusto o di Peppino di Capri, perchè nelle vicinanze c’era un locale alla moda, frequentato dalla Bari Bene e da quella che si faceva strada.
In quei posti non sono più tornata, in villeggiatura. Immagino che le notti saranno diventate confuse, senza storie e interpretazioni.
Mi è rimasto però il bisogno di stare sola con la notte. E’ il momento che amo di più del giorno. Le notti non sono più affollate come un tempo: sono sparite le storie e i passi sull’asfalto, sono rimasti il silenzio e le sgommate. Se va bene, ogni tanto, almeno i gatti vanno in amore.

The logical song, Supertramp

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7 commenti su “Lei ha la notte

  1. Sai, a volte mi ritengo una “miracolata”……
    Il quartiere dove vivo è abbastanza vicino al centro, attraversato dalle due più grandi vie che portano all’aeroporto, all’autostrada…. un traffico pazzesco….
    Ma la mia strada rimane un po’ interna, il rumore della strada principale arriva come un mormorio sommesso – giusto qualche ambulanza rompe la quiete.
    E’ un quartiere di “vecchi”, le case hanno il cortile interno e molti hanno l’orto e i polli….
    La sera, fino a tardi, c’è un gruppo di amici – dai settanta in sù – che prendono il fresco chiacchierando (si portano le seggioline da casa) ed è questo che mi arriva alle orecchie…
    Al mattino poi galli e galline….

  2. io la notte l’ho scoperta nel giardino della casa che avevamo sul lago maggiore. era una casa ereditata da mio padre, con un grande giardino alberato.
    li ho passato tutte le mie estati, due mesi, il terzo al mare vicino a rimini, allora la scuola riprendeva il 1 ottobre.
    mi mettevo su una sdraio fuori dalla mia camera, con un libro e una lampadina, oppure con le cuffie dello stereo, la luna si accomodava tra due pini e io con una copertina tiravo notte, tra fantsie, sogni e speranze.
    poi sono venute le amicizie, si andava al cinema, una ragazzina che mi piaceva e poi hanno venduto la mia casa.
    tutte le estati però vado a trovarla, guardo che la trattino bene e mi informo se la luna si siede ancora li.

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