Dance me very tenderly and dance me very long

Sono stata al concerto di Leonard Cohen, il 3 agosto a Piazza San Marco.

leonard cohen venezia

[Ho sopportato la pioggia battente e il vento, la solita disorganizzazione dei concerti, l’ubriaco seduto davanti. Dovrò risparmiare sui vestiti (già ne prendo pochi),  comprerò un libro o un cd in meno, perchè il biglietto non era a buon mercato e Venezia è una città costosa (a causa dei trasporti, degli alloggi e di taluni veneti). Ho fatto la levataccia, per tornare, risparmiando sul treno e beccandomi i soliti disservizi di Trenitalia: aria condizionata da cella frigorifero, transumanza e ritardo di due ore]

Ne è valsa la pena, si dice così, giusto:  per la musica – ha cantato le sue canzoni più note – e per gli arrangiamenti, nitidi e pacati; per la bravura, la classe e la bellezza delle coriste e dei musicisti; per l’elegante sobrietà della scenografia. Per  la poesia dei testi.

E per quel modo particolare di stare sul palco, per la ritualità con la quale – alla fine di ogni esibizione – compito, (come uomini di un altro secolo), solleva il cappello, in segno di omaggio .

Leonard Cohen Venezia

[e io, infatti, mi sono ricordata del cappello di nonno Paolo e anhe di un suo amico, Cav. Di Vittorio Veneto, pure lui. Era alto con i baffi bianchi e un tempo guidava il calesse, per venire in paese. Un bellissimo signore che mi salutava con un sorriso e quel gesto semplice]

La sua alta figura, durante l’esibizione, si raccoglieva e piegava intorno alle canzoni, sino a inginocchiarsi, con gesto gentile e devoto.

leonard cohen venice

E il pubblico, (internazionale e da ogni regione d’Italia), ha tenuto la stessa dedizione, cantando a fior di labbra, senza mai alzare la voce e prorompendo nel giubilo solo all’inizio e alla fine di ogni canzone, per ringraziare un geniale e umile professionista, poeta che ci ha regalato uno spettacolo commovente.

E io sono stata così, per tutto il tempo, incantata e attenta, come in un incontro amoroso.

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9 commenti su “Dance me very tenderly and dance me very long

  1. Pochi fotogrammi visti in tv e mi ha preso uno struggimento per non aver potuto esserci. E mi ha fatto contenta, invece, leggere stasera che “una di noi” c’era. Vedo che un effetto simile l’ha fatto a chi ha commentato prima di me. Dev’essere questo, questa sorta di gratitudine, l’effetto che fa la gentilezza nel senso più alto del termine, nobiltà. Finalmente un panorama di nobiltà.

  2. vecchio signore, proprio così. tanta acqua e tanti anni sono passati, più di quaranta, e ci sono voluti ritiri silenziosi sull’isola greca e poi nel monastero zen, per fargli accettare la vita e la vecchiaia.
    a me ha dato tanto e lo ringrazio. l’ho visto ancora quasi giovane (la mia età via) ancora con una voglia di colorare un pò di rock sulla melodia.

  3. mi è spiaciuto non esserci.
    un gentiluomo d’altri tempi con la voce incantata.
    ho ancora i suoi long playing.
    come dimenticare “Suzanne”?
    laura/bri

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