Ci vorrebbe un gatto

che scende le scale di legno della casa che ha il porticato e davanti il prato (anche una vigna, il granoturco no, potrebbe nascondere insidie). L’uomo, con il cappello calato sulla faccia, si dondola sulla sedia, tiene i piedi appoggiati alla staccionata e suona il banjo. La donna, seduta di traverso sull’unico scalino, mangia i datteri e segue con lo sguardo la lucertola che si è fermata ad ascoltare l’uomo che suona il banjo. Anche il gatto si è fermato a guardare la lucertola. La scena si chiude, prima che accada l’irreparabile.

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8 commenti su “Ci vorrebbe un gatto

  1. allora, chi è l’uomo con il cappello? 😉
    finite le ferie, peccato 😦 vedo che te la sei spassata nel nordest 😛

  2. Cioè, ti dispiace dirgli no..? Insomma, lo fai per il suo bene.

    Dai, dai, ammetti. Patti Smith l’ha folkizzata e intellettualizzata e niuiorchizzata, ma la ciccia è tutta di Kurt.

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