Il ragazzo che disegnava le stelle

chagallNotturno

* Questa favola l’ho scritta e pubblicata sul “mio” primo blog (collettivo, bellissimo), tre anni fa

Bruno era un ragazzo fortunato.
Poteva guardare le stelle anche nelle notti buie.
Saliva sul tetto con il pennarello e le disegnava.
Facile! pensate, ma lui le dipingeva proprio nel punto preciso dove erano fisse.
E quelle, sotto ridevano, perché soffrivano il solletico.

Non le guarda più nessuno le stelle, non c’è speranza!

Per terra ci sono solo gli uomini neri, gli occhi bassi sui campi e per mare le barchette escono di rado la notte.
Gli astrofisici, bella forza, senza cannocchiali non vedrebbero nulla e gli astrologi, figuratevi se interrogano le stelle. Dicono di vederle nelle sfere trasparenti e confondono i pianeti. Poi, di nascosto, durante la notte, mescolano le carte.
Forse gli innamorati, ma solo a S. Lorenzo e senza guardare il firmamento.

………….
“Un due tre …stella!”
Affacciate al cielo, come si divertivano. Appese a litigare.
“Ha chiamato me”
“Ti sbagli, ha chiamato me”
Certi colpi di punta, (di rado anche di coda) per avvicinarsi.
“Stella stellina la notte s’avvicina…”
Dovevano organizzare rotazioni per i sogni dei bimbi.

“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” si dice così!

Bruno invece, riusciva a guardarle persino quando non c’erano.
Aveva iniziato a sentirne parlare quando sua mamma lo portava in grembo. Lei tutte le sere gli cantava dolci ninne nanne al chiaro della luna.
Appena nato aveva visto subito il viso sorridente di Chiara, sua mamma e poi quella piccola luce fosforescente appesa alla sua culla.
Bruno non aveva mai paura c’era la sua buona stella sempre illuminata.

Aveva continuato col naso in su a contare le stelline, sfidando le streghe dei porri: si racconta, infatti, che per impedire agli uomini di desiderare, le cattivissime streghe dell’invidia, facevano crescere dei grossi porri sulla faccia di tutti quelli che osavano contare le stelle.

Ora è cresciuto, ma non smette di guardare in sù.
Strano ragazzo, pensate.
No.
Lui di giorno va a scuola, gioca con gli amici, fischia alle gonne delle femmine.
Ma la sera…. ci sono le stelle.
………………………………………..
Passavano i mesi, arrivò agosto. Hanno organizzato calici di stelle, notti in spiaggia.
Ma il firmamento era proprio buio, le povere stelline tossivano, si strofinavano le punte, tutto quel bagliore che saliva dalle città le stava spegnendo.

A Bruno venne una grande idea!
Affittò una mongolfiera, e salì in alto. Molto in alto.
C’era una brezza leggera che faceva dondolare appena quel grosso pallone. Bruno, svelto svelto, mescolò colori e iniziò con veloci pennellate a disegnare le stelle.
Quella notte se qualcuno alzò gli occhi al cielo, poté sentire un brusio. Erano le stelle, quel pennello solleticava le stelline, che si muovevano brillando più che mai e ridevano, ridevano.
Qualcuna, per il gran ridere, perse l’equilibrio e cadde sulla terra. Così qualche fortunato potè esprimere desideri.
Bruno era esausto, un gran dolore alle braccia e rischiava di restare anche lui appeso al cielo, perché il gas stava finendo. Veloce, sgonfiò il pallone e cadde su un prato.

Si addormentò.

Il sole caldo svegliò il ragazzo, affamato.
Raccolse pennello e colori e tornò a casa.
Chiara quando lo vide, sorrise. E’ così contenta di quel figlio.
E’ quasi mezzogiorno ed era già affaticata.

“Ah! Certo che una bella poltrona, comoda, eh Bruno, per riposarmi. “
“E che ci vuole, basta disegnarla, come le stelle” [pensò Bruno] e con il pennello, iniziò a disegnare nell’aria una poltrona bellissima e comodissima.

Bravi! come per magia, una poltrona bellissima a fiori azzurri, cadde sul pavimento, già perché Bruno aveva disegnato nel vuoto.

Lo stupore fermò a mezz’aria il braccio del ragazzo.
Chiara si lasciò cadere, perché stava svenendo.
Per fortuna Bruno aveva appena disegnato quel divano.
Appena, infatti non l’aveva finito, mancava un bracciolo e un piede. Poi ci doveva aggiungere i cuscini. Curare i particolari.
Con la mano tremante, disegnò quel piedino e poi il bracciolo. Guardando bene, infatti non sono proprio identici al resto del divano. E sotto quel piede, per non farlo oscillare, sua mamma ci ha messo un puntello di legno. Con i particolari ci andò cauto. Non poteva cancellare il disegno. I bottoni e le nappine erano precisi, dorati.

Chi decideva il colore?

Bella domanda!
Bruno, ovviamente, immaginava e disegnava.
Se aveste desideri lo sapreste e non fareste domande!

Bruno è un ragazzo sveglio.

Ha capito subito, era la polvere di stelle rimasta attaccata al pennello. Un regalo delle stelline, forse per ringraziarlo, perchè andava a farle belle.

“Bisogna verificare e tranquillizzare mamma”
“Quel motorino, un po’ costoso, che figura con le ragazze”
I pensieri arrivavano smaniosi, impazienti.

Questa volta non disegnò per aria. Aprì Internet, eccolo lì, bello fiammante. Prese il tempo a disegnare Bruno.
Il suo capolavoro fu il casco. Non immaginò colore.
Lasciò che le stelline scivolassero dal pennello a fissarsi come sulla volta celeste.

Era proprio come aveva immaginato.
Chiara, un po’ spaventata, non fu proprio contenta ma capì. I desideri dei ragazzi a quella età sono così.
Bruno le amava davvero le stelle e non avrebbe sprecato quel dono.
E’ intelligente.
Pensava con certezza, che la magia della polvere sarebbe svanita, a realizzare oggetti.

Le stelle trovano luce solo dove c’è speranza e desiderio.
Mise il pennello in un angolo della stanza e lo dimenticò.

Lui i desideri e le stelle li aveva in testa e li portava a passeggio per la città.
Ogni tanto, era sicuro, un po’ di polvere scivolava dal casco e volava per la città a cercare altre possibilità.

Da quel giorno, il mese di agosto, se andate a guardare le stelle con la passione nel cuore e alzate gli occhi al cielo, ora lo sapete, potreste vedere una mongolfiera e sentire ridere le stelline.

 

David Gilmour – Wots… Uh, the deal

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4 commenti su “Il ragazzo che disegnava le stelle

  1. Mamma Chiara e figlio Bruno: un bel contrasto di luci ed ombre. Il racconto mi è piaciuto, nella sua leggiadra semplòicità, ma c’è qualche salto logico (tipo dalla poltrona la motorino, così senza un motivo). epperò mica si può essere sempre logici, specie in questi giorni di agosto.
    Con affetto.

  2. Che dolcezza!!!!! Stasera mi metterò all’ascolto, col naso in su, a cercare quelle stelline che tutta la luce della città sta facendo morire….. lì accanto ci sarà di sicuro la mongolfiera di Bruno…..

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