Tarli, musica appiccicosa e motivi orecchiabili

carillon

Vi sono attributi dell’immaginazione e della memoria musicale che non hanno equivalenti nella sfera visiva, e questo può far luce sul modo fondamentalmente diverso in cui il cervello tratta musica e visione.Questa peculiarità della musica può manifestarsi in parte perchè noi dobbiamo costruirci un mondo visivo e pertanto, fin dal principio, i nostri ricordi visivi sono perfusi da un carattere selettivo e personale; al contrario, i brani musicali ci vengono offerti già costruiti. Una scena sociale o visiva può essere costruita o ricostruita in centinaia di modi diversi; il ricordo di un brano musicale, invece, deve essere vicino all’originale. Ovviamente noi ascoltiamo in modo selettivo, con interpretazioni ed emozioni diverse, ma le fondamentali caratteristiche musicali di un pezzo – il tempo, il ritmo, i contorni melodici e anche il timbro e l’altezza assoluta – tendono ad essere conservati con straordinaria accuratezza.

E’ proprio questa fedeltà -questo scolpirsi della musica nel cervello, quasi senza che esso possa difendersene – a giocare un ruolo fondamentale nel predisporci a certi eccessi…

Nella musica stessa esistono, naturalmente, intrinseche tendenze alla ripetizione: le nostre poesie, le nostre ballate, le nostre canzoni ne sono piene. La musica classica contiene ripetizioni e variazioni a ogni piè sospinto, e i nostri più grandi compositori sono maestri della ripetizione. Le filastrocche, i canti e le canzoncine che siamo soliti insegnare ai bambini picccoli hanno sempre un ritornello. Siamo attratti dalla ripetizione, anche da adulti; vogliamo stimolo e ricompensa: li vogliamo ripetuti mille volte e nella musica li otteniamo.E’ possibile che i tarli del’orecchio siano, in una certa misura, un fenomeno moderno…molto più comune rispetto al passato?

[…]

Metà di noi è attaccata  all’iPod e si immerge, pressoché dimentica dell’ambiente circostante, in concerti personalizzati che durano intere giornate; l’altra metà si ritrova con un flusso continuo di musica, inevitabile e spesso di intensità assordante, nei ristoranti, nei bar, nei negozi e nelle palestre. … i tarli che arrivano senza invito e se ne vanno solo quando fa comodo a loro: melodie facili, magari nient’altro che motivetti per la pubblicità…ma assolutamente irresistibili dal punto di vista neurologico. Oliver Sacs, Musicofilia

[in conclusione, spegnete il televisore e frequentate più concerti]

Suggerita dall’Autore:  Music is playing inside my head di Carole King

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8 commenti su “Tarli, musica appiccicosa e motivi orecchiabili

  1. Lo sto leggendo anch’io! Un po’ alla volta, perché non è un romanzo – ma Sacks è da Nobel (non so per la Medicina, ma per la Letteratura senza alcun minimo dubbio!).

  2. Massì, lo sapevo che prima o poi si finiva lì… L’unico modo per capire la musica e soprattutto i musicisti è rivolgersi ad un neurologo.
    “E ho detto tutto!”, per citare un grande.

  3. Cara Ange, mi hai fatto pensare. 🙂
    Di Sacks apprezzo molto, oltre allo stile, l’onestà: in “Risvegli” uno dei momenti che più mi hanno colpito è quando i pazienti chiedono di smettere la cura anche se questo significherà tornare ad essere immobili, perché sono stanchi di essere sballottati da uno stato psicofisico a un altro, senza controllo. Del resto, “Risvegli” è ormai un libro antico, dal punto di vista scientifico: se non ricordo male, 30-40 anni fa; racconta i primi esperimenti in materia.
    L’opinione che mi sono fatto io, da semplice lettore non competente, è che Sacks non abbia teorie da esporre, racconta casi personali con molto tatto e con molto rispetto, e non è cosa da poco.
    E sa essere divertente: leggendo “Zio Tungsteno” ci si diverte molto e magari si impara anche un po’ di chimica.

    Sulla musica, Sacks spiega molte cose, e altre le lascia non spiegate, perché sappiamo ancora poco. Di certo, una lettura intrigante e sorprendente: una sorpresa continua.
    ciao!
    (ogni tanto mi dilungo, scusa!)

  4. Veniamo con questa mia a dirvi:

    (Di Sacks non ho letto nulla, ma sarebbe interessante esplorare l’argomento della ripetizione, che è problema più ampio della sola definizione di stimolo e ricompensa)

    Mmh, perchè Narciso?

    E’ Orfeo.

  5. Il mito di Narciso è più vicino ad una “ossessione” di quello di Orfeo e Euridice.
    Sarebbe interessante sì, Frank, e anche la considerazione di Giuliano è pertinente. Devo approfondire, dunque, a dopo o ad un altro post 🙂

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