Com’era verde quella valle

Continuo a ritenere che la Lega sia antistorica, e che in un tempo medio scomparirà. Continuo a pensare che i giovani leghisti abbiano il problema dell’inglese, e non di imparare le varianti fonetiche del trevigiano. Continuo a pensare che la Lega è una sorta di disneyland delle peggiori intenzioni culturali, e dei peggiori umori che il nord abbia mai incarnato. Ma stiamo attenti, alla fine, questo continuo martellamento rischia di provocare il deserto culturale di una parte importantissima del paese. Ma la sinistra, se ne è accorta, oppure no?  [R.Cotroneo su unità.it ]

leggi anche il post di Gilioli

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14 commenti su “Com’era verde quella valle

  1. E invece qui mi vengono diecimila pensieri, anche molto contrastanti. Il primo è quello sul dialetto: il dialetto non esiste, esistono “i dialetti”, e chi ha vissuto in mezzo a gente che parla il dialetto lo sa. Per esempio io abito in una zona di confine, proprio dalle parti dove Bossi trionfa, e basta fare 3-5 Km per sentir parlare diverso: il confine è quello tra Como e Milano, c’è e si sente ancora. “Dialetto lombardo” è una frase senza senso: uno di Cremona, uno di Bergamo e uno di Varese parlando in dialetto non si capirebbero mai. Penso che capiti la stessa cosa dalle tue parti, e ovunque: chi parla di “usare il dialetto come lingua unificante” sta solo dimostrando tutta la sua ignoranza: in materia di dialetti, e non solo.
    Sulla “questione musicale” stendo un velo pietoso. Nessuno che difende Giuseppe Verdi, per esempio: l’unica cosa certa è che il Nabucco è molto meno conosciuto dell’Inno di Mameli, nessuno sa cosa significhino quei versi, “Va’ pensiero sull’ali dorate”…

    E poi qui in Lombardia fa un caldo afoso e pesante, beati voi che non abitate qui d’estate!
    ciao, e scusa per la lunghezza. (ogni tanto ci casco)

  2. Angie, non trovi che la Lega abbia terminato una parabola evolutiva?
    Non trovi che adesso si possa parlare tranquillamente di un movimento pesantemente razzista, reazionario ed antimoderno, espressione di una destra lepenista e haideriana che in Europa usa ovunque le stesse parole d’ordine?

    Cotroneo si pone una domanda, credo, ormai superata dai fatti. Il deserto culturale di cui parla lo è già, un fatto. Il martellamento è possibile perchè qualcuno possiede un martello bello grosso e pesante. E lo usa con un gusto che non ti dico.

    Rete 4 trasmette da anni il concorso di Miss Padania…

    A proposito, questo è un sito interessante.
    http://www.searchlightmagazine.com/index.php

  3. Evoluzione? naaa il buon vecchio Bossi che ha le idee molto chiare sul Cavaliere e sull’elettorato leghista. Non si è mai spostato dalle sue posizioni e dalle sue “visioni”. Sono gli altri intorno che fanno i balletti, compreso i più recenti “come ti liscio il pelo” e “facciamo un partito del nord-est” di sinistra memoria. Che “minchiate” sorry 🙂

  4. Non so dove abiti Steinberger, ma Bossi sa benissimo cosa sta facendo, e il suo partito ormai è arrivato anche in Emilia, ben dentro all’Emilia. Non voglio fare analisi profonde, ma la prospettiva che un domani io e Ange si faccia parte di Stati diversi è da prendere in considerazione, perché ormai ci siamo (polizia locale, sanità locale, scuola locale… manca solo la moneta locale, ma con l’euro non è più un problema).
    Triste, ma vero: e tutto questo con i voti dei siciliani e dei pugliesi, e di tutti quei meridionali che votano per questa destra e che hanno dato molto potere a Bossi.

  5. Abito a reggio Emilia.
    E non ho mai detto che i leghisti non sanno cosa stanno facendo.
    (Loro lo sanno benissimo, la sinistra un pochino meno, magari…)
    Dico che hanno terminato, forse, un’evoluzione che li ha portati da un localismo ottuso, campagnolo e di limitati orizzonti ad un totale livello di identificazione con l’ideologia xenofoba di altri movimenti europei.
    I leghisti, carissimi/e, avevano cominciato a studiare il federalismo e il regionalismo sulle vecchie dispense del PCI degli anni 50 e 60, quelle dei corsi delle Frattocchie.
    I leghisti già nella prima metà degli anni 90 erano a buon punto di quella parabola fascistizzante, e a Mantova (solo per dirne una, città peraltro straordinariamente bella e civile) ci furono alcuni ritrovamenti di armi nascoste in casolari di campagna, la cui provenienza “politica” era abbastanza certa.

    Io dico: i buoi sono già scappati. Punto. Il deserto culturale che paventa Cotroneo è già un magnifico, desolato, mortale Sahara che si estende da Palermo ad Aosta.
    Viva la Padania. Viva gli sghei. Viva Noemi.

  6. Purtroppo è quello che penso anch’io. L’unica differenza è che io da qui (Como e Varese) li ho visti nascere: negli anni ’60 e ’70 erano discorsi da osteria e ci si rideva sopra, anche perché i politici (la DC soprattutto) figure come Bossi e Borghezio le avrebbero tenute sotto controllo. Invece li si è lasciati lavorare: basterebbe questo “sdoganamento”, quello del 1993 per Fini candidato a sindaco di Roma, per rendere negativa l’entrata in politica di Berlusconi.
    Ecco, quel 1993-95 andrà tenuto presente, quando si racconterà la catastrofe…

  7. Uhmm e com’è che tutti a dire “quanto sono bravi quelli della Lega” e “tanto di cappello” “loro sì che conoscono il territorio e i bisogni della gente”? Tutti con questa paura della Lega e il Colle che non dice una parola!
    Sempre stati reazionari, (tu la chiami evoluzione, io la chiamo organizzazione) tant’è che l’unica apertura verso D’Alema, mi pare, -cos’era 1998 o ’99- fu cassata dalla base (e dei suoi rappresentanti) che predilige Berlusconi come alleato.
    Sdoganano tutti, per essere riconosciuti!

  8. Scusa, bisognerebbe chiedere a chi li invidia che c’entra se sono “bravi”, se conoscono il “territorio”. Nei paesini di montagna battono tutti i mercati con i loro gazebo, anche in periodi lontani dalle elezioni. Certo. Questo signfica che sono meno terrificanti?

    Io non lo dico certo, che sono “bravi”…

    • Voglio dire che c’è poco senso critico, mancanza di ragionamento (e buon senso) e l’insopportabile “politicamente corretto” che non fa prendere posizione. Esempio: al Corriere della Sera scrive uno studente, per muovere critiche a un articolo di Galli della Loggia, a proposito dei festeggiamenti previsti per l’Unità d’Italia. A parte alcune ovvietà il ragazzo a un certo punto scrive: “Anche la Lega dopo Bossi potrebbe sparire, ma almeno a sorreggerla ci sono un disegno, un’idea, per quanto contestabili.”
      Sono contestabili, l’ha detto, ma chi se ne frega, è un’idea come un’altra, za za zarazazà (cantava quello che non sapeva le parole).
      Continuando nella lettura, vengono mosse tutta una serie di critiche: soldi buttati nella grande industria, aiutini alla Sicilia (come li chiama sempre sul Corriere, Stella) fatti da questo governo, mancate riforme con una maggioranza bulgara (ma qualcuno è impegnato in feste simpatiche), il debito pubblico crescente non fa luce sulla pratica futura del federalismo… eh ma lui è un leghista, sta con quel partito che ha un’idea seppure contestabile, che garantisce un governo che mette in pratica ciò che rammarica il giovane studente. Non mi raccapezzo con la logica, ma continuiamo: In prati­ca ho paura che l’Italia di domani di italia­no non avrà più nulla e che il timore qua­si ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria sto­rica che ancora abbiamo. Mi crea profon­do terrore la prospettiva che la nostra ci­viltà possa essere spazzata via come ac­cadde ai Romani ec
      Italia, italiano, civiltà romana, ma se appena più su ha parlato di un’italia che non esiste, di una vergogna, se vogliono i dialeti, abbasso l’inno, ma di cosa chi stiamo parlando? Certo, per agitare la paura dello straniero, funziona meglio il “concetto” di Stato, Nazione, che territorio, valle ecc.
      E come risponde Galli della Loggia, hai ragione, la colpa è della scuola (ti pareva) e della politica (ma quale?) La scuola zeppa di esempi negativi che non racconta l’Italia dell’arte e del cinema .
      A me basterebbe che insegnasse a ragionare e a far di logica

  9. Cara Ange, pensa che è per una discussione come questa che ho finito per smettere di scrivere dove scrivevo… (e con uno che faceva parte dell’Ulivo…)

  10. Mai stata dell’Ulivo 😛
    Le scelte ideologiche sono significative, ma non esaustive (per la comprensione di un individuo, uomo o donna che sia); bisogna considerare le (sue) credenze, i pregiudizi; la modestia e il rispetto, persino l’educazione, pensa! 😉

  11. …e poi, come direbbe Mr.Stevenson, c’è un Hyde nascosto in ognuno di noi…
    (io mi sento cattocomunista, parola che trovo bellissima se penso a don Milani, a Dossetti, a papa Roncalli, a Davide Turoldo… – che rabbia quando nessuno risponde con precisione alle provocazioni della destra!) (anche “comunista” da solo è una bella parola, sarebbe ora di tornare a gridarlo e potrebbe farlo anche Franceschini, se solo avesse la cultura necessaria: cioè essersi sudato la pagnotta).
    (e pensa che Franceschini è emiliano: che fine ha fatto la magnifica cultura emiliana? mi sa che è finita con quelli nati negli anni 20…)(già quelli degli anni ’50 sono ormai tutti berlusconiani dentro, figuriamoci i giovani)

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