Ci sono strade

walk-on

Camminare aiuta a dimenticare. Una quantità imprecisata di pensieri nascono e si moltiplicano a partire dalla vista di un albero o da un pezzo di marmo segnato, da un cornicione o da una scritta sulla barca, dall’orlo di una gonna o dall’intarsio su una imposta di legno. Da un fermaglio che trattiene i capelli, dalla perla che fora il lobo, dal briacciale che tintinna. Da quello sguardo appena sfiorato, di quella ragazza seduta a fianco del guidatore, nella macchina che hai incrociato. Da quell’eritema sulla pelle arrossata, dall’espressione del manichino, dietro la vetrina.
Nella camminata i pensieri si prendono qualsiasi libertà, non hanno obblighi, non devono rendere conto.
S’inventano qualsiasi storia.
Se proprio non riesci a fare meno della memoria, di ricordare, abbandona la strada e ostinati a cercare la bottega, piccola.
Ti ricordi? C’erano due anziane signore molto truccate dietro il bancone, era una pasticceria. Comprammo due paste piccole, farcite di crema al limone e alla fragola e tornammo mangiando all’imbarcadero.
Impuntati a cercare quel vecchio sentiero.
Raccogliemmo il caprifoglio, me lo ricordo bene e tu mi dicesti meglio questi rami con le radici, li piantiamo in giardino.
Bloccati a ritrovare quella piazzetta con la fontana di ghisa in fondo alla strada, proprio sul mare.
Avevamo sbagliato strada, c’era la luna piena, tornavamo da quel matrimonio.

Non le ritrovi le strade secondarie, trovate per caso.

Buon viaggio hermano querido, Modena City Ramblers

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10 commenti su “Ci sono strade

  1. Quanto mi piacciono questi tuoi sguardi che raccontano tratti di vita….. passo qui la sera, per godermeli nel silenzio della notte

    Mi piace anche la tua “veste nuova”….. era un po’ che non passavo..ma tra il caldo e la mia testa non corre buon sangue…..

  2. Ultimamente ho camminato, un bel po’.
    Pur calpestando i medesimi sassi, ogni volta il cammino si rinnova, panta rei, quant’è vero.
    Camminare al limite poi, ti fa vedere da dentro, come Albanese vede i colori da dietro, così, camminando in modo estremo, si possono vedere le cose da dentro gli occhi. Non sono arrivato all’estremo, ma in alcuni momenti mi ci sono avvicinato.
    Un’esperienza che ripeterò. Ho già la meta, quella fisica, quell’altra è il cammino stesso.
    Un abbraccio

  3. Mi trovo una comoda pietra miliare e mi siedo, ho sempre un buon libro e un quadernino nero nella borsa e tanta buona musica da ascoltare. Guardo gli altri passare, prima o poi qualcuno che mi ispira (ma anche no) lo trovo e riprendo a camminare 😉

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