L’altro è uno straniero

Lucas Cranach - Adamo e Eva

L’altro è uno straniero non solo perchè lascia intravedere consapevolmente o inconsapevolmente solo ciò che desidera, ma anche perchè non conosce mai in fondo se stesso e perchè parti di sè vengono attivate o chiamate a esistere dalle singole particolari relazioni in cui si viene a trovare.
Per quanto sia forte
la pretesa di volere sapere tutto dell’altro, ben conosciamo la necessità di sottrarci, di nasconderci di conservare dei segreti perchè la relazione stessa continui.

Il fatto che la sfera ideale che forma e protegge l’individualità non sia costruita una volta per tutte ma muti e assuma grandezze variabili a seconda dei contesti intersoggettivi aumanta l’impossibilità della totale  conoscenza dell’altro. Ogni individuo sceglie di volta in volta, a seconda delle interazioni e dei soggetti con i quali è coinvolto, quale forma ed stensione dare  alla sfera ideale. Di ognuno si conosce ciò che l’altro vuol far conoscere, a ognuno si mostra solo ciò che si vuole sia conosciuto. La libertà dell’individuo è innazitutto libertà della propria segretezza, libertà e inviolabibilità dei propri confini.  (“Segreto, Forme e riti dell’essere insiemelezione magistrale della sociologa Gabriella Turnaturi, Festival della Filosofia 2009

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