Come bambini

pretendiamo di divertirci, di riempire costantemente la nostra attenzione con qualcosa di “interessante” … Rimaniamo sospesi da qualche parte tra l’infanzia e la maturità, in un’eterna pubertà e la pubertà è l’età della noia per eccellenza. Ma, dal momento che l’infanzia è irrimediabilmente perduta, sarebbe decisamente più promettente indirizzarsi verso la maturità. […]

La maturità richiede costanza, esige che l’uomo, sempre più riflesso, rimanga comunque se stesso, coerenza che ai romantici sembrerebbe miseramente noiosa. Continuare a essere se stessi significa creare qualcosa che, come minimo, è un frammento di storia. Non possiamo far altro che accettare il presente. E’ una versione più moderata dell’ amor fati  nietzschiano, un’accettazione di ciò che è dato, la constatazione che vi sono dei limiti con lo scopo ben chiaro di non oltrepassarli. Diventare adulti significa accettare che la vita non può permanere nell’incanto dell’infanzia, che la vita in una certa misura è noiosa, ma significa anche ammettere che questo non la rende invivibile. Ciò non risolve tutto, ovviamente, ma cambia la natura del problema. Lars Fr. H Svendsen cit.

[Primavera, estate, autunno, inverno]… e ancora primavera

Time has told Me You’re a rare rare find
Nick Drake

 

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