Perchè le persone non si piacevano?

Certe volte, mentre riflettevi su qualcosa, cercando di capirla, quando meno te l’aspettavi la cosa ti si rivelava, era come una luce che si schiudeva, morbida e spugnosa, e tu capivi, ed era per sempre. Dicevano che era il cervello, ma sbagliavano; era fortuna; come prendere un pesce o trovare uno scellino per terra. Certe volte rinunciavi e proprio in quel momento all’improvviso la spugna si apriva. Era forte, era come diventare più alti. Non successe questa volta però, né nessun altra. Potevo pensarci e ripensarci e concentrarmici quanto volevo, non sarebbe successo mai.

Io ero l’arbitro.
Ero l’arbitro di cui loro non sapevano nulla. Sordo e muto. E anche invisibile.
“Fuori i secondi…”
Volevo che non vincesse nessuno. Volevo che lo scontro andasse avanti per sempre, che non finisse mai. Ero io a controllare il gioco, così sarebbe durato.
“Break!”
Io in mezzo a loro
“Brrr-rreak!”
E le mie mani sui loro petti, per separarli.
Gong.
Perchè le persone non si piacevano?

Roddy Doyle, Paddy Clarke ah ah ah! Guanda 2005

[Sto cercando un nuovo ordine per i libri, negli scaffali;  i cd, impilati in colonna, tornano nelle rispettive custodie]

Ravel, Bolero (Jorge Donn) Choreographer: Maurice Bejart

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