L’avvelenato

Sostiene Luciano Ligabue di avere riascoltato, in una notte insonne, L’avvelenata di Francesco Guccini. Di lì l’urgenza di una “risposta”,  indirizzata proprio al ‘Caro il mio Francesco’Ne è scaturita una critica sfogo contro l’ipocrisia di una parte dell’ambiente musicale,..verso la “spocchia, lo snobismo e l’incoerenza” di alcuni colleghi definiti “topi”, disposti a darvia la madre per stare sul giornale. Ma anche contro chi “senza neanche far finire un ritornello va su Internet a scrivere ‘la verita” (de gustibus, caro Liga)
Ovviamente lui non fa nomi, preferisce affidare la risposta al testo, perchè “Il mio disprezzo me lo tengo dentro , il letamaio è colmo già pubblicamente”. E poi , “ma quei presunti puri mi possono baciare queste chiappe allegramente”. “Fare nomi significa avere titoli sui giornali..questi giochini li lascio fare ad altri. I topi sono quelli che si dichiarano puri ma in realtà per avere un minimo spazio infangano gli altri”.
Amen!

Questo il testo, per la musica bisogna aspettare l’uscita dell’album già superplatinum, però si può ascoltare il singolo “Un colpo all’anima“. Io l’ho fatto, più d’una volta e non cambio il giudizio sin qui espresso sugli ultimi lavori di Ligabue. Poi, lui potrà continuare a cantarsela o a sfogarsi come gli pare (personalmente mi sarei astenuta dal raccontare dolori privati), meglio farebbe a prendersi meno sul serio com’è abitudine ripetere.

Caro mio, bisogna saperla scrivere L’avvelenata!

La canzone di Guccini non è frutto di malevolenza personale verso Bertoncelli…e questo viene compreso benissimo da chi ascolta la canzone. A infiammare gli animi sono semmai gli accenti di verità dello sfogo e la capacità di separare lo slancio più autentico e vitale della contestazione dalle mode culturali e della predilezione per slogan spesso privi di senso… F. Guccini, Non so che viso avesse, Mondadori 2010 pg165

va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia, chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

 

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4 commenti su “L’avvelenato

  1. voto Guccini tutta la vita. non è che mi piaccia sempre, ma è uno che non è mai andato in giro a dire “quanto sono bravo” e mi basta.

  2. La canzone è una scatola magica
    spesso riempita di cose futili
    […] fatta con sette note essenziali
    e quattro accordi cuciti in croce
    sopra chitarre più che normali
    ed una voce che non è voce […]
    Però alla fine è fatta di fumo
    veste la stoffa delle illusioni,
    nebbie, ricordi, pena, profumo:
    son tutto questo le mie canzoni

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