Abbiate timore della mia parola

Quando dico “io” mento. Poniamo l'”io” della percezione -neutro e limpido. Mettiamolo in rapporto con l'”io” dell’intermediazione -in quanto tale il mio corpo mi appartiene; o, più esattamente, io appartengo al mio corpo. Che cosa osserviamo? Un’assenza di contatto.

La parola non è creatrice di un mondo;
l’uomo parla come il cane abbaia
per esprimere la sua collera, o la sua paura.

Il piacere è silenzioso
proprio come lo è lo stato di felicità.

L'”io è la sintesi dei nostri fallimenti; ma non è che una sintesi parziale.

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2 commenti su “Abbiate timore della mia parola

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