Un’estate fa

E’ stata un’estate postdatata, da incassare al ritorno, a casa. Infatti ho fotografato, più del solito, illudendomi di riuscire a ricordare i pensieri di quei momenti, certe riflessioni. Anche per cercare i posti che scorrevano fuori, sulle autostrade e lungo le strade secondarie. [Per esempio cos’è quella barriera verde, regolare, che fiancheggia, per un tratto, in lontananza, all’altezza di Ivrea, l’autostrada per Aosta?]
Avevo dimenticato (?) a casa tutti i miei quadernetti neri e non ho preso un appunto, non ricordo una parola, anzi no, una sola, perchè l’ho scritta su un sms che ho inviato “infelicità”. E mia sorella si è preoccupata, – non mi fare scherzi eh, tu sei l’unica che non si abbatte, no per piacere!
Abbattuta che c’entra? è una parola che non mi piace, tra l’altro, ma è un termine famigliare, con un’ampia gamma di significati. Non si dice felicità, egualmente non si pronuncia il contrario. La consapevolezza deve restare nell’indefinito, abbattuta.

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2 commenti su “Un’estate fa

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