These Boots are made for Walking


E piove. Sono tutti contenti, i contadini, i fongiari e le donne che possono mettere gli stivali senza essere criticate. In verità, alcune non hanno smesso di portarli, anche d’estate, con il solleone. Con la punta aperta, infradito, di cuoio e di camoscio, nella sabbia e nel dolore. Sino a pochi anni fa, invece, si aspettava im/pazientemente settembre, per poter sfoggiare gli stivali, alla Fiera del Levante e poi a tutte le sagre, strusci. Un’impazienza, non dovuta ai primi freddi, ma a un desiderio irrefrenabile di incominciare una nuova stagione.
Un mio amico psicoanalista una volta ci spiegava che la scarpa sognata, contrariamente a quanto si crede, che sia un simbolo sessuale, rappresenta il bisogno di un contenimento (come i coperchi sulle pentole, aggiunse qualcuno). E dunque, immagino che i modelli più o meno aperti, siano buoni propositi per un maggiore o minore contenimento, e si comprenderebbe così questa nuova moda estiva. Ma questo il mio amico non l’ha detto.

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5 commenti su “These Boots are made for Walking

  1. immagini male, mi sa, però è vero a settembre non si vedeva l’ora d’indossare (si può dire indossare?) gli stivali, i maglioni, alla festa dell’Unità…secondo me avevamo un senso diverso per le stagioni, un’ansia di bruciare i tempi boh
    buon we angie

  2. il proverbio dice che il diavolo fa le pentole, non i coperchi
    Nella scorsa primavera estate molte pentole scoperte, sì. Esteticamente brutte.

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