I decoratori

C’è una frase celebre che divide gli artisti in due categorie: i rivoluzionari e i decoratori. Diciamo che ho scelto il campo dei decoratori. In fondo non ho avuto molta scelta, è stato il mondo a decidere per me. Ricordo la mia prima mostra a New York… per l’azione: “FEED THE PEOPLE. ORGANIZE THEM” – avevano tradotto il titolo… ero un rivoluzionario all’epoca, ed ero persuaso del valore rivoluzionario del mio lavoro. Era un inverno freddissimo…ogni mattina si ritrovavano nelle strade dei vagabondi morti assiderati; ero convinto che le persone avrebbero cambiato atteggiamento subito dopo aver visto il mio lavoro, che sarebbero scese in strada per seguire alla lettera la consegna scritta sul televisore. Naturalmente non è successo niente di tutto ciò: le persone venivano, scuotevano il capo, scambiavano frasi intelligenti e poi se ne andavano.
Suppongo che i rivoluzionari siano coloro che sono in grado di accettare consapevolmente la brutalità del mondo e di risponderle con una brutalità maggiore.

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