Poi c’è quello

Il mio giroblog quotidiano è limitato -nell’ultimo periodo- a pochi, ai soliti che leggo sempre con piacere. Giro breve, un po’ per scelta e un po’ per allegria, alcuni mi hanno facilitato il compito.
[Quando si progetta un sito web si presta molta attenzione a tenere le porte ben aperte, per facilitare l’accesso e l’allontanamento dei visitatori: non trattenere nè respingere]
Meglio, posso aggiungere (di rado) qualche nuova isola; ho tolto il mio profilo (per quello che permettono) da FB per un minimo di coerenza, soprattutto perchè il tempo è prezioso e anche il cazzeggio merita di più.
Ogni tanto mi lascio scappare qualche commento -una cattiva abitudine al ragionamento, alla battuta- sempre meno.
Il mio blog, da tempo, è in attesa di storie, ci sono, ma sono reticenti. Internet deconcentra, allontana dalla riflessione, dalla ricerca. Già
Comunque, siamo qui e nessuno ci obbliga. Per concludere, i comportamenti sul web non sono diversi quelli che si possono osservare nelle piazze del paese. Ci sono i gruppetti che stazionano all’angolo della piazza, dei giardinetti, davanti al bar, fanno passeggiate brevi, poi tornano nell’angolo, per non perdere il posto. Conoscono tutti, si accorgono subito della presenza dei forestieri, posseggono un sacco di informazioni: sugli orari, abitudini, capi di vestiario, frequentazioni ecc
Poi c’è quello un po’ nevrotico che fa il giro, saluta tutti, ma non riesce a stare fermo con gli altri, o lo fà per poco. Visita solo un bar o un barbiere e, con cadenza più o meno regolare, apre la porta, dà una rapida occhiata in giro e se ne va, per tutto il giorno, escluse ore pasti. E’ quello che si af/faccia.

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8 commenti su “Poi c’è quello

  1. Mi sento un po’ chiamata in causa, un po’ perchè il blog spesso interferisce con la vita privata, perchè così ha da esse’ secondo me, non si tratta di un altro pianeta, e queste interferenze, a volte, causano scompensi, in me e forse negli altri. Questa è la prima chiamata in causa: a volte mi accorgo di non essere stata accogliente, non come ero prima, ma è anche vero che un po’ di cose si imparano, stando qui, un po’ si cresce, si smette di aprire a tutti, di accettare tutto quello che ci viene detto, ci si concentra- o almeno questo è il mio caso- un po’ di più su se stesse, su quello che davvero si desidera, e questo comporta anche dei silenzi che possono valere anche come momentanee chiusure, credo. Ma siamo qui, come dici tu e qui stiamo, mi pare, anche con un certo piacere e con una certa voglia di continuare a leggerci e a scambiare pezzetti di noi. Pezzetti infiniti, credo, perchè così siamo. Quanto all’assenza di commenti che dilaga sui blog, non so bene cosa dire, ma ho già avuto modo di sottolineare in un post che è stato sommerso, mi pare, dalla marea nera che si è abbattuta per un attimo sulla mia testa, ma che non l’ha avuta vinta, come vedi, che a questo punto non mi importa più di tanto. So che ci sono persone che mi leggono, per loro posto. Ogni tanto c’è qualche commento e ben venga, sono i giorni felici,ma lo sarebbero comunque, anzi credo che la presenza di commenti nasca dalla felicità, permettimi di chiamrla così, che c’è sotto. Un abbraccio.

  2. Grazie pessima per esserti esposta, come si dice. Per una volta (e ultima) sono stata autoreferenziale, scrivendo di blog -dell’uso del web, in genere- . L’argomento non mi appassiona, però mi capita abitualmente di leggere di doglianze e rivendicazioni e dibattiamoci, che prescindono da dove si sta, in internet, computer collegati, la grande rete mondiale che ci permette di cercare, pubblicare, scambiare, condividere informazioni. Punto
    Non ho la passione per i commenti e figurati la discussione intorno alla mancanza di, considerato che spesso tergiverso, non rispondo, perchè e come si può capire dall’andazzo del blog, non so più scrivere.
    E dunque non ne faccio una questione di accoglienza e gentilezza, siamo persone reali che pigiamo tasti, ma di scelte della struttura e delle azioni che meglio si adattano a quello che vogliamo condividere. Per capirci e per restare nell’argomento, metti la moderazione se vuoi filtrare i commenti, se soffri della mancanza del dibattito o dei commenti, intanto rispondi, magari argomentando, visita e commenta gli altri blog. Funziona così, altrimenti è televisione.
    Il commento che nasce dalla felicità però mi piace. Besos

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