Non sono come tu mi vuoi

Tradire un amore, tradire un amico, tradire un’idea, tradire un partito, tradire persino la patria significa svincolarsi da un’appartenenza e creare uno spazio di identità non protetta da alcun rapporto fiduciario, e quindi in un certo senso più autentica e vera. Nasciamo infatti nella fiducia che qualcuno ci nutra e ci ami, ma possiamo crescere e diventare noi stessi solo se usciamo da questa fiducia, se non ne restiamo prigionieri, se a coloro che per primi ci hanno amato e a tutti quelli che dopo di loro sono venuti, un giorno sappiamo dire: “Non sono come tu mi vuoi”. C’è infatti in ogni amore, da quello dei genitori, dei mariti, delle mogli, degli amici, degli amanti a quello delle idee e delle cause che abbiamo sposato, una forma di possesso che arresta la nostra crescita e costringe la nostra identità a costituirsi solo all’interno di quel recinto che è la fedeltà che non dobbiamo tradire. Ma in ogni fedeltà che non conosce il tradimento e neppure ne ipotizza la possibilità c’è troppa infanzia, troppa ingenuità, troppa paura di vivere con le sole nostre forze, troppa incapacità di amare se appena si annuncia un profilo d’ombra. Eppure senza questo profilo d’ombra, quella che puerilmente chiamano “fedeltà” è l’incapacità di abbandonare lidi protetti, di uscire a briglia sciolta e a proprio rischio verso le regioni sconosciute della vita che si offrono solo a quanti sanno dire per davvero “addio”.

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7 commenti su “Non sono come tu mi vuoi

  1. Ciao,

    sono Josè Pascal e navigando sul web mi sono felicemente imbatutto nel suo blog.

    Volevo segnalarLe la mia iniziativa “culturale e senza scopo di lucro” dal titolo “In Parole Semplici” http://parolesemplici.wordpress.com/mi-presento/ .

    Per avere maggiori informazioni sui contenuti trattati clicchi qui: http://parolesemplici.wordpress.com/inserisci-nella-scatola/

    Con grande piacere La invito a scrivere ed inviare i suoi preziosi contributi.

    Grazie per l’attenzione e buona giornata.

    Resto a sua disposizione.
    Cordialmente

  2. ma perchè mai la fedeltà dovrebbe essere un recinto?
    Credo di non condividere neanche una parola, proprio a partire da quell “infatti” nella terza riga. Non abbiamo nessuna fiducia, infatti si piange.

    • Una felicemente traditrice. ;), una che rimane dove ha tradito senza il minimo senso di colpa né da una parte né dall’altra, una capace di lasciare tradire stare sola con leggerezza. Ancora non c’è, secondo me.
      Mauro: ma che moralista sei? 😉

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