Sirena

E quando la parola assume la solidità di un oggetto, io penso a quell’angolo di impiantito su cui è scritto con pittura bianca la parola sirena e dove c’è un dito gigantesco, diritto, che trafigge verticalmente l’impiantito al posto della i, e che è rivolto verso il sonaglio che gli serve da puntino, dove la parola e l’oggetto non tendono a costruire una figura unica; ma sono disposti, invece, secondo due direzioni differenti; e l’indice che attraversa la scrittura si erge sopra di essa, simulando e nascondendo la i, l’indice che raffigura la funzione disegnatrice della parola, e che ha quasi la forma di una di quelle torri sulla cui cima è stata messa una sirena, punta soltanto verso l’eterno sonaglio. (Foucault, cit. pg.60)

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