Teach me tonight

Gli altri mi accusano di essermi chinato sui pozzi
in controluce sempre, senza perciò vedere
nel pozzo a fondo più che dove l’acqua
mi rimanda una tersa immagine di specchio
del mio me stesso, dio da un cielo estivo
affacciato in un serto di nuvolette e felci.
Solo una volta, tentando col mento al parapetto
scorsi, mi parve, al di là dell’immagine,
attraverso l’immagine, un che di bianco e incerto,
qualcosa più del profondo, e poi lo persi.
Fu acqua a castigare quell’acqua troppo chiara.
Bastò a incresparla una goccia da una felce
che scompigliò quel qualcosa che stava posato là in fondo,
lo cancellò, lo confuse.
Cosa era quel biancore?
La verità?
Un ciottolo di quarzo?
Ma, quella volta, qualcosa.

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