Senza speranze

…siamo all’inferno. Ci sono dei pentoloni immensi in cui bolle dell’olio. Ogni Paese ha la sua pentola…
Il pentolone degli italiani ha qualcosa di pittoresco: gli infedeli cantano, altri giocano a carte. Non fanno apparire nulla della loro sofferenza. Ci sono comunque dei diavoletti che controllano, in cima. Un giorno si è visto un italiano stare in piedi fuori dall’olio bollente. Sembrava sospeso. In realtà camminava sulla testa di uno dei suoi amici che aveva abbondantemente aiutato in traffici poco chiari.
L’uomo sospeso cantava ritornelli folkloristici tipici delle crociere della terza età. Non bruciava. I diavoletti lo tenevano sott’occhio. Da solo, era stato contemporaneamente la radio, la televisione, un promotore di autostrade, l’uomo di fiducia della mafia, il nemico di giudici incorruttibili. Tutto in ghingheri, capelli impomatati, viso leggermente incipriato, sorrideva sempre, credendo che il suo fascino potesse conquistare Dio.
Un colpo di lancia lo ha spinto giù nell’olio e non lo si è più sentito. Nessun italiano è riuscito a uscire da questo inferno.

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