Quando il giorno è corto

Ho un rapporto conflittuale con il tempo…Nella mie canzoni si respira forte il senso che il tempo passa. E anche nella mia vita. Penso ai miei libri, alle cose accumulate, alle fotografie, ai ricordi. Metti tutto da parte e poi? Che fine faranno queste cose? Perchè le conservo? E per chi?… Troppe domande senza risposta. Quando cominci a interrogarti su queste cose, significa che il tempo è passato…Un tempo era più facile, c’era un senso di continuità tra le generazioni. Si viveva nella stessa casa, ci si passava le cose, si conservava ciò che era importante… Io sono un accomultore, ma anche uno smarritore. Perdo i libri dopo due settimane, non trovo più niente, non so nemmeno che cosa ho, figuriamoci dove. E’ sempre stato così … Forse era meglio quando i libri da leggere erano sei in un anno, perchè li leggevi e li rileggevi, li mandavi a memoria, li consumavi e li interiorizzavi. Oggi che sono duemilia, ti perdi e li perdi. (Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto)

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