Io la notte mi addormento e sogno

Stanotte -ad esempio- ero in visita ai musei della capitale. Scivolavo lungo le colonne e i capitelli, invece di scendere le scale, saltavo gli ostacoli, planando leggera sulle caviglie. Tutto fuorchè camminare, in compagnia di una vecchia signora, con i capelli bianchi che mi faceva da guida. Minuta e precisa mi raccontava la storia dei re e dei nobili. Infine siamo giunte di fronte a una sala, chiusa da un portone alto sino al soffitto, sbarrato con un grosso catenaccio. Il custode ha fatto un po’ di storie, non si poteva entrare, c’erano dei restauri, ma la mia amica l’ha convinto. Siamo entrati: al centro della grande sala affrescata di azzurro, un divano di velluto turchese; di fronte una specie di altare; sulla parete una teca dove erano conservate delle cassette di argento smaltato di blu cobalto. Appena il custode le ha staccate e le ha immerse in alcune vasche (come quelle dei pesci) la sala si è animata: i visitatori che giravano nelle altre sale si sono riversati, attratti dai suoni e dalle storie che giravano intorno. In quelle scatole erano conservati spezzoni di pellicola, invece di svolgersi sul proiettore, scivolavano nell’acqua e in quella trasparenza tremolavano le inquadrature. Dopo pochi minuti la sala era stracolma e io avevo perso di vista la mia guida, il custode cercava di allontanare la folla che continuava ad oscillare e spingeva, non c’era più spazio, cercava di arrivare tra le prime file, per guardare. Poi è scomparso il soffitto, mostrando il cielo azzurro, quindi sono sparite le pareti, le voci si levavano sempre più forti, infine la folla si è scomposta, seguendo vari percorsi e disperdendosi verso la piazza. Io sono rimasta in un angolo di via San Vincenzo, con la testa inclinata, per guardare meglio la pellicola che scivolava sulla pozzanghera tra i sampietrini, intorno a me tanti altri spezzoni: sulle biciclette appoggiate ai muro, sui passanti.
Perchè le storie sono come la polvere nell’aria…s’intrecciano per un momento, poi si disperdono e nessuno le riconosce più
(Ieri sera si erano sollevate da qui)

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8 commenti su “Io la notte mi addormento e sogno

  1. tempo fa un’amica ex blogger mi ha consigliato un libro. si intitola blu ed è di michel pastoreau. è una storia del colore dentro la storia. molto carino. feci anch’io un sogno a base di indaco. qualcosa vorrà pur dire. ciao.

  2. Che magia questo sogno!
    Penso sempre al sogno come ad un caleidoscopio che di notte rimescola i pensieri, gli avvenimenti, gli incontri della giornata in disegni, colori, situazioni nuove e irreali che però al momento sembrano realtà…..
    Devo vedere questo film!!!!

  3. A me il tuo sogno pare molto intenso, per niente angosciante.
    Credo abbia contato la visione del film (tra l’altro molto piacevole,
    che quando l’ho visto m’ha fatto venire voglia di fiondarmi a Torino).
    Non sempre le storie si annodano per poi sciogliersi, e comunque, quando accade,
    rimane comunque qualche filo, per quanto sottile, a collegarle a lungo o per sempre.

    Un abbraccio

    • Sono d’accordo per i fili sottili e invisibili. Quanto all’interpretazione “personale” se proprio devo 🙂 tutto ruota intorno alla signora guida, alle stanze chiuse e alle storie conservate 😉

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