La spettatrice

Mi sono innamorata
Difficile non accorgersene: sei dimagrita, una figurina, sembri uscita dagli anni di un’altra gioventù. Non sarai mai stata così, penso, con i capelli tagliati corti e tinti di scuro, il cappottino blu di alta sartoria, tu -che solo pochi mesi fa giudicavi l’impegno politico dal filato dei maglioni- ti tieni stretta sulle gambe la red handbag Gucci e marci sicura sulle décolleté dello stesso colore. Sempre il colore rosso ostentato con orgoglio, per una passione sconosciuta e folgorante.
Per piacere, accompagnami, non conosco i luoghi. Mi stringi il braccio e mi parli di lei.
Sorrido, perchè non so cosa dirti e poi sto pensando alla signora del riccio, a J. che vorrebbe innamorarsi a sessant’anni.
Siamo arrivate, davanti all’antica maison, è calata la sera e la scalinata di pietra si è colorata d’indaco.
Dentro ci aspettano altre scale, più cinematografiche, sostenute dalle rocce levigate di una fontana con statue fresche e zampillanti.
Sei innamorata
Si capisce, si capisce, non pensi ad altro e non stacchi gli occhi da quel piccolo varco nel marmo, io invece mi guardo intorno, incuriosita dal saliscendi dei bambini. Un attimo e ti ho persa, cerco il varco ma ci sono solo massi lisci, insormontabili, e bambini, seminudi, che si tuffano nella fontana, scivolando sui bordi lucidi dello scalone, come fanno all’acquafan.
Potrei provare a scavalcare, forse c’è uno spiraglio; dovrei cercare, scivolare anch’io e invece mi siedo su uno scalino e aspetto.

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