Prometeo incatenato

Dal fissare il destin distolsi gli uomini.
Nei lor petti albergai cieche speranze.
Ed oltre a questo, il fuoco a lor donai.
E molte arti dal fuoco apprenderanno.
[…]
Sí, sebben tracotante, un giorno Giove
tapino esser dovrà: tai nozze affretta,
che dal dominio, che dal soglio giú
l’abbatteranno; e sparirà nel nulla.
L’imprecazione allor del vecchio Crono
sarà compiuta interamente, ch’egli
scagliò, piombando dall’antico trono.
Di tal rovina niun potria dei Numi
chiaro mostrargli, se non io, lo scampo.
Io questo, e il modo so. Pertanto ei segga
pieno di fede negli aerei bómbiti,
squassando in pugno il suo dardo di fiamma:
impedir non potrà che senza onore
in rovina d’obbrobrio egli giú piombi.
Tale un campione, a se stesso egli stesso,
ora apparecchia, insuperabil mostro:
questi una fiamma troverà che arda
piú del fulmine, un bómbito possente
da superare il tuono; ed il tridente,
il flagello marino, arma a Posídone,
che sconvolge la terra, infrangerà.
In questo mal cozzando, apprenderà
che regnare e servir son varia cosa.

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